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Tagli alla cultura, Lucia Maestri scrive a Ciampi


 TRENTO. «Signor presidente, la cultura rappresenta la nostra memoria storica e la nostra identità e rimane il più importante investimento sul futuro dell’Italia. Ciononostante si continuano a tagliare le risorse, violando l’autonomia finanziaria di spesa dei Comuni. Le chiediamo di intervenire». C’è anche la firma di Lucia Maestri sotto l’appello a Carlo Azeglio Ciampi lanciato dagli assessori alla cultura di 37 città italiane. Contro i tagli alla cultura previsti dalla finanziaria del governo Berlusconi.
 La lettera aperta al presidente della Repubblica è stata pubblicata ieri sul Corriere della Sera. «Un’iniziativa nata da un tam tam tra gli assessori - spiega Lucia Maestri - abbiamo voluto far sentire la nostra voce di amministratori». L’appello è stato sottoscritto dai responsabili di 37 Comuni: dalle grandi città d’arte come Roma, Firenze, Venezia, Napoli, Palermo, Milano, a tante città di provincia (Ancona, Arezzo, Benevento, Brecia, Caserta, Catania, La Spezia, Lecce, Livorno, Lucca, l’Aquila, Macerata, Mantova, Matera, Modena, Padova, Pavia, Pesaro, Perugia, Prato, Ragusa, Ravenna, Salerno, Siena, Siracusa, Trieste, Torino, Urbino, Verona e Vicenza).
 «Spesso le difficoltà economiche del nostro Paese - scrivono - sono diventate un comodo alibi per tagli insensati. E se la lotta agli sprechi è un imperativo morale, prima ancora che economico e politico, non si può sostenere che nelle spese per l’arte e la cultura si annidino sprechi ingiustificati». «Noi possiamo testimoniarlo - incalzano gli amministratori - da tempo dobbiamo condurre una battaglia perché in tempi di ristrettezza finanziaria non sia penalizzata la cultura che resta il più importante investimento sul futuro delle città. Tutti ci riconoscono un buon lavoro perchè abbiamo reso le nostre città più belle e diffuso semi di coesione sociale. Nonostante questo si continuano a falcidiare le risorse per la cultura».
 Nel mirino c’è l’articolo 1 del testo della manovra finanziaria 2006 del governo (approvata al Senato) che introduce per le pubbliche amministrazioni un tetto alle spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, nella misura del 50% della spesa del 2004. Non solo, lamentano gli assessori, si viola l’autonomia di spesa dei Comuni, ma «è ancora più singolare che le mostre siano associate a pubblicità e pubbliche relazioni, in chiaro dispregio di tante iniziative a cui hanno partecipato milioni di visitatori e che hanno rappresentato il più bel biglietto da visita dell’Italia nel mondo».
 Se la norma in questione fosse approvata - conclude la lettera - sconvolgerebbe i programmi culturali delle nostre città e allontanerebbe quei privati che spesso hanno partecipato al finanziamento delle attività espositive. «I tagli ai trasferimenti e al Fondo per lo spettacolo riguardano anche noi, nonostante l’autonomia - avverte Lucia Maestri - e significano meno risorse per enti e manifestazioni come il Centro S. Chiara, l’orchestra Haydn, Oriente Occidente. Il nostro appello a Ciampi è un appello a investire sul nostro patrimonio culturale».