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«LinuxDay»: nel segno del software libero

 TRENTO. Non di solo Microsoft vivono i computer. Non esistono, infatti, solamente i software marchiati per i computer. Anzi, esiste tutto un “sottobosco” pieno di software liberi con tutta una lunga serie di programmi del tutto simili a quelli dotati di marchio delle multinazionali. Con una sola, piccola, differenza: il prezzo.
 Di molto inferiore rispetto ai loro simili prodotti da Bill Gates e soci. E proprio per scoprire questa informatica libera, questi software accessibili a tutti sia da aziende piccole e grandi che dai privati, l’associazione LinuxTrent ha organizzato per oggi la quinta edizione del «Linux Day».
 Organizzata a livello nazionale dall’Italian Linux Society, a Trento questa quinta edizione della giornata dedicata a Linux si terrà per il terzo anno di fila al Liceo Galilei di via Bolognini.
 Dalle 9.30 alle 18 una serie di seminari, incontri, dimostrazioni ed esposizioni su tutto quello che nel mondo dell’informatica non porta marchio. Una giornata, insomma, per sapere qualcosa in più sull’informatica poco conosciuta ai più.
 Questa giornata serve proprio a far conoscere queste potenzialità sconosciute a molti attraverso quattro tematiche affrontate nei seminari, dall’informatica libera e società a quella per la scuola, sino a quella per le aziende e la pubblica amministrazione per finire con gli aspetti giuridici.
 In una città come Trento, in una provincia come il Trentino, dove grazie ad apposite delibere sono stati spalancati i cancelli pubblici ai software liberi. Infatti, sia Comune che Provincia (patrocinatori dell’evento) stanno sviluppando dei progetti per creare delle reti su software liberi per la propria organizzazione interna.
 Questi, così come molti altri progetti sviluppati in tutta la penisola a partire anche dai nostri cuginetti bolzanini, saranno presentati nel Linux Day di oggi. Ma la giornata dell’informatica libera, oltre ai seminari ai quali parteciperanno esperti e testimoni diretti dell’uso di queste tecnologie, permetterà diverse possibilità per toccare con mano i software liberi. Di vedere e cimentarsi con questi programmi, in modo da avere un contatto diretto con le potenzialità che questo “sottobosco” informatico offre a tutti.
 Un ricco programma insomma fatto in una scuola, uno snodo importante per avvicinare i più giovani all’informatica “alternativa” che apre potenzialità tutte da scoprire. Mentre tutto ciò sembra un po’ più difficile da spiegare agli adulti, cultori di una mentalità differente e conoscitori diretti solamente di una parte dell’informatica, quella appunto “marchiata”.
 E mentre negli Usa la questione dei brevetti sui software sta creando diversi impacci all’economia a stelle e strisce, di recente il parlamento dell’Unione Europea ha in stragrande maggioranza bocciato questa soluzione. (niba)