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Domenica, ventitremila clienti persi


 ROVERETO. Grazie a Renoir e Van Gogh, in 49 giorni è entrata al Mart la bellezza di 85.295 visitatori, per una media giornaliera di 1.740 persone. Cifre che fino a qualche tempo fa Rovereto sognava, e che la grafica riportata sopra in anteprima sciorina giorno dopo giorno, facendo riflettere sulla città che da industriale e artigianale pura si sta lentamente trasformando in terziarizzata e anche turistica.
 Primo dato: la mostra con la Phillips Collection, aperta ancora fino a domenica 13 senza giorni di chiusura, supererà senz’altro le centomila presenze, già indicate come la più rosea delle previsioni. Secondo dato: l’affluenza è andata crescendo di settimana in settimana, a dimostrazione che - in assenza del budget pubblicitario spaventoso di iniziative come quelle di Goldin a Treviso e ora a Brescia - è il tam tam del passaparola a fare la sua parte, comportando però un tempo di reazione più lungo. Ne discende poi che la città gradirebbe moltissimo - ma tecnicamente pare sia impraticabile - una proroga della mostra nelle quattro settimane «buche» tra la Phillips e la grande mostra sul tema della danza che aprirà prima di Natale.
 Terza osservazione: la settimana del Mart è un climax, un’escalation dal lunedì alla domenica. Prendiamo quella dal 17 al 23 ottobre: 1.005 ingressi il lunedì (giorno normalmente di chiusura per il museo), poi a seguire 1395, 1.394, 1.367, 2.444, 2.621, 3.381. Il week end, com’era prevedibile, è il trionfo dell’arte e in questo trend si nota che la domenica è il giorno principe: addirittura 23.049 visitatori/turisti sono entrati da corso Bettini nel giorno del riposo comandato da Dio. Significa che la rete commerciale roveretana - costretta alle serrande abbassate da una normativa provinciale che nega alla città il requisito di «comune turistico», mentre lo concede a Mori! - ha perso in un mese e mezzo 23 mila occasioni per acchiappare clienti. Il consorzio In centro lo sta facendo egregiamente nei giorni feriali - con l’iniziativa degli omaggi consegnati nelle botteghe a chi ha pagato l’ingresso al Mart - ma perde l’intera partita nelle domeniche.
 La legge 4 del 2000, che disciplina la materia, esclude appunto Rovereto - con tutta la Vallagarina, ma anche con Trento per la verità - dal novero dei comuni turistici autorizzati ad aprire regolarmente i negozi di domenica. Il requisito richiesto dalla legge è un numero di presenze turistiche annuale superiore alla media trentina (non c’entra - come molti ritengono - il numero di posti letto disponibili): grazie al Mart, il parametro oggi appare alla portata di Rovereto, occorre però l’iniziativa politica dell’amministrazione comunale. Il tempo è maturo, la città non può permettersi il lusso di perdere quest’occasione di lanciare definitivamente la risalita della china - timidamente iniziata - dopo la grande crisi del settore commerciale.
- Luca Zanin