ARCHIVIO Trentino dal 2004

Cena al buio, la sfida dei ciechi

 TRENTO. Dopo l’esperienza del “Dialogo nel buio”, la manifestazione che ha richiamato al Mart di Rovereto in quattro mesi, all’inizio del 2004, qualcosa come oltre 22 mila persone in un itinerario completamente al buio, con l’obiettivo di valorizzare i quattro sensi che la nostra civiltà ha costretto alla residualità rispetto alla vista, la sezione di Trento dell’Unione italiana dei ciechi organizza un altro esperimento: “La cena al buio”.
 L’originale appuntamento è in programma questa sera nella sede dell’Unione italiana dei ciechi, in corso 3 Novembre. Non sarà aperta a tutti, trattandosi di un esperimento, e sarà una cena ad invito: tra gli altri parteciperanno il presidente della Provincia Dellai, l’arcivescovo Bresan, il sindaco Pacher, gli assessori provinciali Dalmaso e Grisenti, il senatore Tarolli, il direttore dell’Azienda sanitaria Favaretti e altre autorità. Potrebbe essere la prima di una serie, con un obiettivo chiaro: valorizzare principalmente i sensi del gusto e dell’olfatto.
 Anche nel cibo prevale (sebbene non ce ne accorgiamo e sebbene non sia naturale) il senso della vista. Un piatto o una bevanda vengono misurati prima di tutto con lo sguardo, e solo in seconda battuta con il gusto. Avete mai provato a capire se un vino è rosso o bianco con la benda davanti agli occhi? E a individuare gli ingredienti di un sugo ad occhi chiusi?
 La cena al buio vuole essere proprio un esperimento per misurare la capacità di giudizio quando si è svincolati dalla vista. Oggi è un esperimento per pochi: perché domani non potrebbe diventare una prova per molti? In Nord Europa esistono già alcuni “ristoranti al buio”, completamente al buio, senza il minimo bagliore di luce: chi ha detto che non si possa fare anche in Trentino?