27 aprile 2004 —
pagina 37
sezione:
Provincia
RIVA. Il 25 aprile ha mandato in scena la prima maxi-coda sulla Rovereto-Riva, assaggio dun calvario stranoto e destinato purtroppo a ripetersi nelle domeniche tradizionalmente destinate alla scampagnata sul lago. Ieri un disgraziato automobilista, partito alle 17,10 da Riva ha raggiunto Nago con relativa facilità: e poi è stata coda fino al semaforo di Mori. Fermate lunghissime, avanzate di dieci metri alla volta per tutta la piana di Loppio, la dura necessità di accettare linsostenibile: a Mori, il traguardo, la liberazione, la ripresa di uno scorrimento decente, è arrivata alle 19,30: due ore e venti minuti per coprire poco più di dieci chilometri. I locali ingoiano, fortificati dallesperienza. Altri protestano: è il caso di Pierfrancesco Marvulli, mestrino, che dopo aver sottolineato vigorosamente lassurdità del semaforo che distribuisce equamente il via libera ad una strada intasata allinverosimile e ad unaltra praticamente vuota, conclude: «E possibile che non sia stato possibile velocizzare la coda, evitando un danno agli automobilisti, al turismo del Garda e soprattutto allambiente? Penso che una buona percentuale delle persone rimaste in coda per due ore tra Riva e Rovereto, siano dei clienti persi per leconomia del Garda».