ARCHIVIO Trentino dal 2004

Prima maxi-coda del 2004

 RIVA.  Il 25 aprile ha mandato in scena la prima maxi-coda sulla Rovereto-Riva, assaggio d’un calvario stranoto e destinato purtroppo a ripetersi nelle domeniche tradizionalmente destinate alla scampagnata sul lago. Ieri un disgraziato automobilista, partito alle 17,10 da Riva ha raggiunto Nago con relativa facilità: e poi è stata coda fino al semaforo di Mori. Fermate lunghissime, avanzate di dieci metri alla volta per tutta la piana di Loppio, la dura necessità di accettare l’insostenibile: a Mori, il traguardo, la liberazione, la ripresa di uno scorrimento decente, è arrivata alle 19,30: due ore e venti minuti per coprire poco più di dieci chilometri. I locali ingoiano, fortificati dall’esperienza. Altri protestano: è il caso di Pierfrancesco Marvulli, mestrino, che dopo aver sottolineato vigorosamente l’assurdità del semaforo che distribuisce equamente il via libera ad una strada intasata all’inverosimile e ad un’altra praticamente vuota, conclude: «E’ possibile che non sia stato possibile velocizzare la coda, evitando un danno agli automobilisti, al turismo del Garda e soprattutto all’ambiente? Penso che una buona percentuale delle persone rimaste in coda per due ore tra Riva e Rovereto, siano dei clienti persi per l’economia del Garda».