07 aprile 2004 —
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sezione:
Cronaca
MEZZOLOMBARDO. La stagione di prosa che il Coordinamento teatrale trentino cura al Teatro San Pietro di Mezzolombardo si chiude questa sera con un prestigioso Avaro di Molière affidato a Mario Scaccia, interprete e regista della celebre commedia.
Limmortale opera di Molière si incontra con linterpretazione di un grande artista. Una compagnia di Comici (antichi o di oggi - non hanno né età né connotati - ma quella famiglia di girovaghi dinanzi alle cui meraviglie sincantò lo stupore delladolescente Molière, e dai quali trasse le mosse e tanto materiale per il suo teatro per nulla accademico) arriva su una piazza a recitarvi appunto la commedia dellAvaro.
Poi i Comici, prima di salutare il pubblico, ne commentano la morale. Un cavallo di battaglia di Mario Scaccia, LAvaro di Molière di cui ha curato ladattamento oltre alla regia e che vede ancora una volta lattaccamento del grande attore al commediografo francese al quale ha dedicato anche il suo teatro.
Quando chiedono a Scaccia: perché lAvaro? Scaccia risponde così: «Questa mia trasposizione è lopera di un attore che sillude di possedere una sensibilità ed unesperienza di palcoscenico atte a poter ricreare nella propria lingua quella scioltezza e quelle coloriture indispensabili al gioco scenico non perdendo mai di vista che la preoccupazione prima di Molière fu quella di fare comunque spettacolo.
E non per nulla ho inventato - a scanso di querele - lespediente dei Comici che recitano la commedia, prendendo così vari piccioni con una fava: primo, quello di poter aumentare la vivacità del testo volendone fare spettacolo popolare, e laltro, non meno importante, di trovare giustificazione legittima a qualche arditezza interpretativa e a qualche apparente tradimento. Inoltre mi era indispensabile rendere accettabili al pubblico di oggi situazioni e personaggi non altrimenti possibili se non in un dichiarato gioco di teatro nel teatro: vedi per tutti il Signor Anselmo. Lo stesso Arpagone andava rivisitato...».