Liguria pride, tensione tra sindaco Bucci e manifestanti: "Viene a fare passerelle, ma in tribunale fa causa alle famiglie arcobaleno"

video Per il secondo anno consecutivo il sindaco di Genova Marco Bucci - il primo di centrodestra nella storia della città - non ha dato il patrocinio al Liguria Pride, che anche nell'edizione 2019 ha portato migliaia di persone in piazza. Ma questa volta Bucci decide di presentarsi all'inizio del corteo, "perché voglio essere il sindaco di tutti". E sottolinea che il comune, per la gestione della manifestazione, spende "50 mila euro, quindi dovete essere contenti". Ma gli organizzatori non prendono bene la sua partecipazione: "Viene qui per avere visibilità, ma poi fa causa alle famiglie arcobaleno", spiegano, riferendosi al ricorso in appello del comune contro 15 famiglie che in primo grado avevano visto riconosciuto dal tribunale il diritto di avere due mamme. Tra i manifestanti anche Gianni Crivello, che fu candidato contro Bucci per il centrosinistra, che al sindaco regala un braccialetto arcobaleno. "Un braccialetto non si nega a nessuno", commenta Bucci, che poi sull’accoglienza da parte dei manifestanti chiosa: "Sono un po’ cattivelli, ma facciamo finta di niente" Di Giulia Destefanis

Chiesa e Pride, il caso Genova. La curia: "Dobbiamo accogliere, non condannare", le risposte dei manifestanti

video Anche a Genova, come in tante città, in vista del Pride del 15 giugno tre parrocchie avevano programmato preghiere di "riparazione", per "riparare ai peccati" delle persone omosessuali e in generale di quelle in manifestazione. Ma il cardinale Angelo Bagnasco, ex presidente della Cei e tuttora alla guida della curia cittadina, ha detto no: ha annullato le preghiere, spiegando che bisogna rispettare i diritti di tutti e non condannare. Una svolta per la Chiesa, la stessa che quest’anno aveva sposato il Congresso della famiglia di Verona dove veniva invece professata la cosiddetta famiglia tradizionale? Lo abbiamo chiesto a diverse persone cattoliche scese in piazza per il pride. E al direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della curia di Genova don Silvio Grilli, che usa parole di apertura e accoglienza nei confronti dei credenti omosessuali Di Giulia Destefanis