Genova,tensione tra polizia e antifascisti durante commemorazione dell’estrema destra

video Insulti, il vetro di un’auto rotto con una cinghiata, una carica della polizia e una persona denunciata per danneggiamenti. E' il racconto di una mattinata ad alta tensione a Genova per la reazione dei gruppi antifascisti a una nuova manifestazione di piazza dell’estrema destra: la commemorazione, di stampo apertamente neofascista, per la morte di Ugo Venturini, militante dell'Msi ucciso a Genova nel 1970 in seguito a scontri con antifascisti, durante un comizio di Giorgio Almirante. Venturini è considerato la prima vittima degli anni di piombo. Oltre 100 i "camerata" in piazza - come loro stessi si definiscono - tra cui il leader nazionale di Casapound Gianluca Iannone e il consigliere comunale genovese di Fratelli d'Italia Sergio Gambino. Dura la reazione della città antifascista: oltre 500 persone si sono radunate a poche decine di metri dalla commemorazione, bloccate però dalle forze dell’ordine. Finché una frangia di manifestanti non è riuscita ad avvicinarsi dando vita ai tafferugli. La polizia è comunque riuscita a evitare che militanti di estrema destra e antifascisti entrassero in contatto di Giulia Destefanis

Pistoia, da impiegata nel call center a pastora: la scommessa (vinta) di Gabriella

video Gabriella Michelozzi, appena trentenne, aveva un contratto a tempo indeterminato, un buono stipendio e il suo percorso di crescita nel call center Answer di Sant’Agostino (Pistoia) era appena cominciato. Nel 2009 però l’azienda entrò in crisi e, insieme alla sorella minore Stefania, perse il lavoro. Dopo lo sconforto iniziale, le due sorelle si sono rimboccate le maniche e hanno avviato l’agriturismo “Canto di primavera del sogno antico” nella campagna di Quarrata. Gabriella Michelozzi, ora quarantenne, si è “reinventata” pastora e pensa che perdere quel lavoro sia stata una delle cose migliori che le potesse capitare. (A cura di Eleonora Giovinazzo) Leggi l'articolo: Dallo stress del call center alla nuova vita

Caso Siri, il premier Conte a San Marco in Lamis: "Nessuna conta in consiglio dei ministri"

video "Non ci sarà nessuna conta. Il caso Siri non è il caso all'ordine del giorno. Lo è stato venerdì scorso. Ci ritornerà al prossimo consiglio dei ministri". Il premier Giuseppe Conte torna nella sua San Marco in Lamis per la consegna dei diplomi all'istituto superiore Pietro Giannone, dove si diplomò con il massimo dei voti ("Se oggi sono qui lo devo anche a questa scuola") e bolla come "polemiche sterili" quelle sul caso Siri e la crisi di governo. Poi racconta di aver sentito telefonicamente il giorno prima Al Sisi sulla rogatoria per Giulio Regeni e sulla Libia di Tatiana Bellizzi e Paolo Russo