Caso Cucchi, il pm Musarò: "Il primo processo fu kafkiano, condizionato da depistaggio scientifico"

video Giovanni Musarò, il pubblico ministero del processo sulla morte del geometra romano Stefano Cucchi, ha iniziato la sua requisitoria definendo come "kafkiano" il primo procedimento sul caso, quello in cui furono imputati gli agenti della polizia penitenziaria e i medici dell’ospedale Pertini. "Non è stato frutto di sciatteria, ma di uno scientifico depistaggio - ha detto il pm -. Non possiamo fare finta di non capire che sia stato così perché si stava giocando un’altra partita, una partita truccata all’insaputa di tutti". Video di Francesco Giovannetti

Caso Cucchi, la sorella Ilaria: "Sono commossa, oggi lo Stato è dalla nostra parte"

video Ilaria Cucchi, sorella del geometra romano Stefano Cucchi, commenta la requisitoria del pm Giovanni Musarò al termine dell'udienza. "Oggi lo Stato è vicino alla nostra famiglia e a Stefano. Mi piacerebbe che potesse sentire le parole di Musarò a cui sono immensamente grata", ha detto Ilaria Cucchi. "Dopo sette anni si torna alla logica dei fatti e alla verità che era sotto gli occhi di tutti - ha aggiunto il suo legale Fabio Anselmo -. Quello che fa paura è che quando a tavolino qualcuno di potente decide che così non sia, ci ritroviamo a girare a vuoto per anni. Oggi il motore della giustizia si è rimesso in moto". Video di Francesco Giovannetti

Caso Cucchi, da "Stefano gonfio come una zampogna" ai passi falsi degli imputati: la ricostruzione dell'inchiesta

video Nel corso della sua requisitoria il pm Giovanni Musarò ha ripercorso le varie tappe di una storia iniziata nell’ottobre 2009 e non ancora arrivata a conclusione. Per descrivere le condizioni di Stefano Cucchi successive al pestaggio, il magistrato ha ricordato le parole di Luigi Lainà, che incontrò il geometra romano nel centro clinico di Regina Coeli dove erano entrambi detenuti. "Era gonfio come 'na zampogna, non c'aveva a forza de sta' n piedi. Per essere massacrato a quei livelli dovevano essere stati più folli o persone senza scrupoli", aveva detto Lainà. Nel corso dell’udienza, Musarò ha anche sottolineato come i principali imputati del processo, i due carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, "due fantasmi per anni", si siano messi nei guai con le proprie mani. "In un’intercettazione D’Alessandro dice quello che non deve dire e si affossa da solo. Dice che Cucchi al fotosegnalamento si buttò per terra - ha detto il pm -. Ma del fotosegnalamento non si era mai parlato e quella caduta fu causata dal violentissimo pestaggio". Di Francesco Giovannetti