Mafia, l'arresto del portaborse. La deputata due ore in procura: all'uscita fa scena muta

video Dopo l'arresto del suo collaboratore, Antonello Nicosia, ritenuto vicino al clan Messina Denaro, la procura ha convocato come testimone la deputata Giuseppina Occhionero, ex Liberi e Uguali oggi Italia Viva. La parlamentare è rimasta due ore davanti al procuratore aggiunto Paolo Guido, ai sostituti Gery Ferrara e Francesca Dessì, rispondendo alle loro domande. Ma all'uscita dal palazzo di giustizia di Palermo ha preferito fare scena muta davanti ai giornalisti. Di Salvo Palazzolo e Giorgio Ruta

Palermo, Brancaccio 26 anni dopo il delitto Puglisi. Artale: "Adesso speriamo nell'asilo"

video Maurizio Artale, presidente del Centro Padre nostro racconta la battaglia per il quartiere: "Molti sogni di don Pino si sono realizzati" Brancaccio 26 anni dopo l’omicidio del parroco di San Gaetano è un cantiere aperto. "Tante delle battaglie di don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia, oggi sono una realtà", dice l’instancabile animatore del Centro Padre nostro fondato dal sacerdote assassinato dalla mafia. Ma resta ancora tanto da fare e si attende il finanziamento per la riqualificazione della piazza in cui viveva il prete. Di Salvo Palazzolo e Giorgio Ruta

Palermo, sul palco il neomelodico arrestato per mafia. "Non sono accuse, penso solo a cantare"

video E’ stato scarcerato il 10 giugno, il neomelodico catanese Andrea Zeta, al secolo Filippo Zuccaro, accusato di associazione mafiosa, canta a Palermo. L'occasione, sabato scorso, è stata il palco del quartiere Borgo Nuovo, periferia ghetto della città, per una festa dedicata alla Madonna delle Grazie (mentre in un'altra periferia, a Brancaccio, si teneva la fiaccolata per don Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dai boss nel 1993). Zuccaro, 34 anni, è figlio di uno dei fedelissimi del capomafia Nitto Santapaola, che sta scontando l’ergastolo. In carcere, la squadra mobile di Catania aveva intercettato il padre mentre passava al rampollo alcuni ordini da girare all’esterno. Una volta, Zuccaro junior disse: "Tranquillo papà, lo levo di mezzo dai piedi quando lo dico io". A chi si riferiva? Siamo andati a chiedergli cosa pensa dell'inchiesta dei pm antimafia. Il neomelodico dice: "Non sono accuse, penso solo a cantare, non mi interessa altro". Poi, dopo una domanda su Falcone e Borsellino, il cronista viene allontanato dai gorilla del cantante indagato. Di Salvo Palazzolo e Giorgio Ruta

Palermo, ventisei anni fa il delitto di don Puglisi. Un amico rivela: "I boss sbagliavano numero, mi dicevano: parrino ti dobbiamo ammazzare"

video Ventisei anni fa i boss uccisero don Pino Puglisi, il parroco che voleva cambiare Brancaccio, la periferia di Palermo. Killer e mandanti sono stati condannati, ma resta un mistero: quale fu la causa scatenante del delitto? Il sacerdote proclamato beato operava nel quartiere già da due anni. Poi, all’improvviso, iniziarono le minacce. Pippo De Pasquale, grande amico di don Pino, aggiunge un tassello importante alla ricostruzione. I boss volevano fermare a tutti i costi il parroco di San Gaetano. Qualche mese prima del delitto telefonavano per minacciarlo, ma sbagliavano numero e chiamavano il suo amico, che abitava al piano di sopra. “Parrino, ti dobbiamo ammazzare”, fu l’ultima telefonata. Ma don Pino non andò mai via da Brancaccio. Di Salvo Palazzolo e Giorgio Ruta