Due ragazzi i complici del delitto

Nuovo colpo di scena nel delitto di Fausto Bottura, il 48enne di Magnacavallo trovato cadavere sulle rive del Po. La procura, dopo l’interrogatorio di ieri del nipote Massimo, già in carcere con l’accusa di omicidio volontario, ha disposto il fermo di due amici del 19enne: sono coetanei di

«Così hanno ucciso Bottura»

Uno, il nipote, era la mente. Uno Armando, il gregario incaricato di distrarlo. L’altro, Magnani, l’esecutore. Così la procura ha ricostruito l’omicidio di Fausto Bottura, 48 anni di Magnacavallo avvenuto nel cortile della sua abitazione. A PAGINA 25

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Omicidio volontario e occultamento di cadavere. A meno di 24 ore dal ritrovamento del corpo senza vita di Fausto Bottura chiuso in due sacchi sulla riva del Po a Bardelle di San Benedetto, con queste accuse la Procura ha fermato un nipote dell’uomo. Massimo Bottura, 19 anni, uno dei figli

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«Forse è finito in un giro più grosso di lui, non sappiamo. Speriamo di no. Io ero un suo amico e mio figlio frequentava la sua casa». Il sindaco di Magnacavallo, il paese dove viveva Fausto Bottura, 48enne trovato morto sulle rive del Po, è affranto. «Lo avevamo aiutato – spiega Arnaldo M