Debito zero, mutui estinti, fornitori soddisfatti e rimborsati, addizionale Irpef comunale ridotto al minimo nazionale (0,3), Imu sulla prima casa al 4, che cresce ad 8,1 sulla seconda. Nella filosofia che chi ha di più paghi di più. Mentre grandi e piccoli Comuni boccheggiano tormentati dall'incubo del "rosso", ad Alba, 31 mila abitanti, si festeggia. «LA solidità economica e di bilancio è stato il primo obiettivo che ci siamo posti nel 2009 al momento dell'insediamento.
Sono convinto chei contia posto debbano essere il presupposto di ogni sana amministrazione», dice il sindaco Maurizio Marello, avvocato Democratico ex-Margherita, infastidito da chi ancora marca le differenze fra l'una e l'altra anima del partito. Con lui Alba conquista il primato di essere fra i pochissimi Comuni che possono vantare l'azzeramento del debito. Tre anni fa, quando la nuova giunta di centrosinistra si è insediata, c'erano ancora 11 milioni di mutui da pagare. Quest'estate erano estinti, quattro dei cinque milioni avanzati in cassa sono stati destinati a chiudere i conti negativi nonostante un calo dei trasferimenti da Roma da 6 a 2 milioni e mezzo negli ultimi tre anni. Facile, si dirà: Alba è un territorio ricco, i privati garantiscono dinamismo, i problemi sociali sono contenuti.
Marello non ha difficoltà ad ammettere la posizione di vantaggio, ma svela gli altri due ingredienti della ricetta vincente. A partire da quella mossa iniziale, primavere del 2009, quando prima di investire anche un solo euro in nuove opere «abbiamo scelto di saldare tutti i debiti in sospeso con le imprese fornitrici». Determinante poi «che il patto di stabilità ci abbia, obtorto collo, costretti a non spendere, mentre dall'altro lato abbiamo fatto il massimo sforzo per razionalizzare le spese». Un esempio per tutti l'esperienza con il Teatro sociale, una realtà importante sul territorio che nel 2009 si presentava con un debito di 200 mila euro e ora invece è in attivo. Così, Alba compare quest'anno nella lista dei 139 Comuni e delle quattro Province italiane giudicate virtuose dal governo. Per prevenire le rivendicazioni del centrodestra che si attribuisce il merito di aver determinato il raggiungimento dell'attuale obiettivo, il sindaco ammette che il lavoro di contenimento della spesa fatta dal suo predecessore, l'avvocato pidiellino Giuseppe Rossetto, è stato buono: «Diciamo che le amministrazioni di questa città sono state sempre molto sensibili a questo tema», dice tacitando chi lo accusa di aver voluto mettere le bandierine del centrosinistra sul risultato ottenuto. Sulla situazione del collega sindaco di Torino, Piero Fassino, commenta: «Premesso che la mia convinzione che i conti a posto siano una priorità per le amministrazioni, è ovvio che bisogna fare una distinzione fra debiti e debiti. Quelli di Torino, a differenza di altre realtà, sono stati determinati dalla volontà di investire per cambiare la città. E ora Piero Fassino eredita una situazione resa più difficile dalla crisi pesante che ha colpito tutti».
Dormire sonni tranquilli resta tuttavia una chimera. «Nessuno può garantire che il debito non ci sarà più se prosegue questa politica di tagli», dice ancora Marello. Ad Alba però da domani si può riprendere ad investire in opere e infrastrutture: «Abbiamo rimandato le spese non indispensabili senza mai tagliare servizi sociali o cultura o aumentare le tariffe. Adesso si può ripartire».
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- SARA STRIPPOLI