ARCHIVIO LA REPUBBLICA DAL 1984

Due rapine per il geometra disoccupato

L' AVEVANO arrestato il 1 agosto scorso, dopo un colpo alla gioielleria "Nassis" di via Sistina e aveva rischiato il linciaggio: «Sono senza lavoro e senza soldi, ho perso la testa» aveva confessato in lacrime. Ma, in realtà, Pietro De Carlo, 52 anni, geometra disoccupato, fedina penale immacolata, non era alla sua prima rapina. L' uomo, il 7 luglio scorso, aveva spianato una delle sue tre pistole (tutte regolarmente detenute) sul titolare dell' oreficeria "Federici" di viale Europa ed era fuggito con un bottino di almeno 70 mila euro. I carabinieri del maggiore Rino Coppola, comandante della compagnia dell' Eur gli hanno recapitato, in cella, una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere e stanno ora cercando di accertare due cose: chi è il ricettatore che ha comprato i preziosi e se l' ex geometra abbia messo a segno anche altri colpi. E' stata la sfortuna, o l' eccessiva fiducia in se stesso,a tradire De Carlo. La prima rapina era stata identica a quella del Centro storico: l' uomo si era presentato alla gioielleria il giorno precedente, chiedendo di vedere un bracciale da regalare al figlio (l' arrestato, in realtà, non ha figli ma ha usato questo stratagemma per due volte). Dopo aver esaminato diversi preziosi, Pietro De Carlo se n' era andato dicendo che sarebbe tornato il giorno seguente. Alle 9,40, puntualissimo, aveva bussato alla porta e aveva passato almeno un' ora a sciorinare i rotoli dei gioielli, apparentemente indeciso tra un braccialetto e una catenina. Poi, all' improvviso, aveva estratto l' arma, aveva costretto il titolare e la moglie a entrare in una stanzetta, li aveva legati mani e piedi col nastro adesivo, aveva fatto razzia di gioielli ed era fuggito. Tutta la scena era stata ripresa dalle telecamere interne di sicurezza. Le immagini, come sempre quando un rapinatore entra in azione a viso scoperto, erano state inviate a tutte le caserme e le stazioni dei carabinieri di Roma. De Carlo è incensurato e non compare ancora negli archivi dei militari ma, per sua sfortuna, abita, con la sua compagna, a poche centinaia di metri dalla stazione dei carabinieri del Torrino. «Ma questo tizio lo conosco» ha constatato un anziano maresciallo battendo la mano sulla scrivania. La foto dell' uomo è stata confrontata con il viso del bandito e ogni dubbio è caduto ma, per maggiore sicurezza, la segnaletica scattata ad agosto è stata mostrata ai titolari della gioielleria "Federici" che non hanno esitato: «E' proprio lui». A via Sistina, il 1 agosto scorso l' uomo aveva ripetuto lo stesso copione ma con un finale imprevisto. Dopo aver stordito il titolare con calcio della pistola, si era dato alla fuga ma si era trovato la strada sbarrata da due passanti che, con grande coraggio, l' avevano bloccato. Sul posto, nel giro di pochi istanti, era piombata un' auto della polizia e il rapinatore solitario, fortunatamente, si era arreso senza impugnare la sua calibro 9 col colpo in canna. «E' stata la prima volta, ero disperato» aveva detto ai poliziotti. Ma ormai non c' è più nessuno disposto a credergli. - MASSIMO LUGLI

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