UN GIGANTE dell' assistenza agli anziani, con tremila posti letto, quasi altrettanti dipendenti, un fatturato da 170 milioni di euro l' anno e un patrimonio immobiliare e in titoli di 700 milioni. È il progetto del Comune che, in collaborazione con la Regione, lavora alla fusione amministrativa del Pio Albergo Trivulzio e del Golgi Redaelli, le maggiori case di riposo in città. «È la sfida più difficile e appassionante che abbiamo davanti nel campo delle Rsa - dice l' assessore comunale alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino - si tratta di mettere insieme due esperienze importanti per la qualità del lavoro e della cura, aprendo nuove opportunità nell' assistenza domiciliare ed evitando rischi di privatizzazione». L' obiettivo dell' operazione è anche il risparmio, che deriverebbe dalla razionalizzazione dell' uso delle risorse. Il primo passo della fusione sarà la creazione a settembre di un gruppo di lavoro che comprenda Comune, Regione e i vertici dei due enti, uno con i conti a posto, il Golgi Redaelli, l' altro, il Trivulzio, con un buco di bilancio di 10 milioni di euro. «Siamoa completa disposizione delle istituzioni - dice Laura Iris Ferro, da un anno presidente del Pat - l' importante è avere la consapevolezza che la fusione, senz' altro auspicabile, sarà un percorso lungo e articolato». La previsione è infatti quella di arrivare all' unione amministrativa nell' arco di due anni. Rodolfo Masto, alla guida del Golgi Redaelli dal 1999, mette in guardia: «Unificare le due storiche Rsa da un punto di vista amministrativo è un' opportunità importante, in quanto consentirebbe di ridurre le spese sugli acquisti e sulla gestione ordinaria. Non si pensi però di poter comprimere eccessivamente il personale, che è la vera risorsa per ogni casa di riposo». Anche le attuali sedi delle due case di riposo sarebbero preservate, senza cessioni e dismissioni. Il gruppo di lavoro dovrà decidere quale forma giuridica potrà avere la nuova entità. È probabile che si opti per una fondazione, in grado di intercettare capitale privato, ma nulla è deciso. Per Majorino, «dopo l' iniziale fusione di Trivulzio e Golgi Redaelli potrebbero aggregarsi altri soggetti, creando un colosso nel campo della terza età unico in Italia». Una delle ipotesi, ad esempio, è che possano un giorno entrare a far parte del nuovo polo di assistenza agli anziani tutte le Rsa di proprietà di Palazzo Marino presenti in città. Quello che è certo, invece, è lo spirito della fusione: aiutare gli anziani nel modo più efficiente possibile. A rimarcare il grande impegno del Comune per l' assistenza pubblica «a coloro che hanno più bisogno, senza i quali Milano non sarebbe la città che conosciamo», è stato lo stesso sindaco Giuliano Pisapia, che il giorno di Ferragosto ha visitato l' Istituto dei ciechi in via Vivaio (di cui Masto è presidente), la mensa dei poveri dell' Opera Cardinal Ferrari e lo stesso Trivulzio, dove ha anche potuto vedere un' ala della residenza completamente nuova, nelle dotazioni e nella struttura. Accolto ovunque dall' affetto degli ospiti, Pisapia ha ricordato le parole di Antonio Greppi, partigiano e primo sindaco del Dopoguerra, che ai suoi collaboratori ogni giorno ricordava: «Facciamo il più presto possibile, i bisognosi non possono aspettare».
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FRANCO VANNI