Se glielo avessero detto nel 2008, dopo essersi messo al collo l' oro olimpico della 50 km, forse avrebbe pensato a un gioco. Se ad Alex Schwazer avessero detto che quattro anni dopo si sarebbe ritrovato in casa i Nas, i colleghi, i carabinieri del nucleo antisofisticazione, a portargli via pc, chiavette, documenti, forse si sarebbe fatto solo una risata. E invece non ha riso ieri Alex, quando i Nas di Trento hanno bussato alla porta della casa dove vive con i suoi genitori, a Calice, vicino Vipiteno (Bolzano). Gli ha aperto, come aveva aperto agli ispettori della Wada il 30 luglio, li ha fatti entrare, avrà detto tra sé e sé "fate quello che dovete fare, fate presto, mettiamo fine a questo incubo". Un incubo reso più nero, se possibile, dalla sospensione dall' Arma e dall' esclusione ufficiale dai Giochi. Tre pc portatili, una manciata di chiavette e documenti. Questo il bottino con cui i Carabinieri hanno lasciato casa Schwazer, mentre lui, Alex, era lì a guardare, guardare la propria vita, quella che rimane, andare in frantumi. Così velocemente, demolita da colpi che arrivano da tutte le parti, a cominciare da se stesso. «Non si tratta di un accanimento nei confronti di Alex Schwazer, ma è doveroso capire se ha veramente agito da solo, come sostenuto da lui, o se esiste una responsabilità di terzi» ha detto il procuratore di Bolzano, Guido Rispoli, coordinatore dell' inchiesta della procura, insieme al pubblico ministero Giancarlo Bramante. Non tornano i conti infatti. Non ci credono gli inquirenti che Alex abbia fatto tutto da solo, non credono che abbia preso la macchina, a settembre, da solo, sia sparito tre giorni, sia andato in Turchia, comprato l' Epo, abbia aspettato dieci mesi e poi si sia chiuso in bagno e abbia fatto quello che doveva fare. Anche dopo, per evitare che il sangue ti diventi marmellata. Tutto da solo. Non ci credono che non c' era lo zampino del dottor "Testarossa", quel Michele Ferrari che ha "preparato" tanti atleti. Alcuni, troppi, non puliti. "Preparatore" che ti dice come allenare l' endurance, cosa mangiare. Ma che agli inquirenti risulta che ti dica anche cosa "prendere". La verità potrebbe essere in quei computer, in quei bite, in quelle mail. «Abbiamo sequestrato i pc e le memorie per ricostruire i contatti tra Schwazer e il dottor Ferrari» ha spiegato Rispoli. «Schwazer ha sostenuto di avere spedito una mail al medico per chiudere la collaborazione. Questo fa presumere che ci siano stati anche altri contatti via mail». Alex sapeva che sarebbero arrivati. Era tranquillo, lui, mentre gli perquisivano la casa. Dice di non avere niente da nascondere lui. Lui no.
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AGNESE ANANASSO