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Bruscello

UN PAESE in scena per uno spettacolo che ogni anno, dal '39 ad oggi, porta a Montepulciano circa 3 mila spettatori, fra cui molti stranieri. In scena ci sono un centinaio di attori della Compagnia Popolare del Bruscello, oltre a 13 orchestrali. I bruscellanti sono attori non professionisti che hanno dai 6 ai 70 anni. A cantare e a recitare sono ragazzini, operai, professionisti, tassisti. Lo spettacolo di quest'anno è Orfeo ed Euridice diretto dal pensionato sessantacinquenne, ex tecnico telefonico Franco Romani, di Montepulciano. Come da tradizione il Bruscello Poliziano andrà in scena nell'immenso spazio del sagrato della cattedrale in Piazza Grande. Le musiche sono di Alessio Tiezzi, testi di Raffaele Giannetti (stasera prova generale aperta al pubblico e poi da domani al 15 agosto, ore 21.30, euro 12, 0578/758529) Spiega tutto proprio Romani: «Dirigo il Bruscello da quattordici anni. È una forma di spettacolo popolare, tradizionale, ma vengono a vederci sempre anche tanti studenti. Noi infatti puntiamo al rinnovamento di una tradizione. Fra gli interpreti ci sono ragazzini, una professoressa di lettere, bancari, medici, architetti. Il decano è il tassista Stefano Bernardini». In Orfeo e Euridice ci saranno molti cantanti solisti. Ancora Romani dice: «Il Bruscello di quest'anno è atipico, in quanto ha meno azione di quelli degli anni scorsi che raccontavano di garibaldini, di Pia de' Tolomei, di Dante, del Tasso, di Ghino di Tacco. Essendoci meno guerre, meno duelli, meno avventura, la suggestione è garantita dal canto, dalla parola, dalla mimica. Le musiche sono originali, ma sanno riportare ad atmosfere antiche». In Orfeo e Euridice si parla d'amore, di pastori, di una ninfa che deve essere tirata fuori dall'oltretomba, dal mondo dei morti. Sempre il regista racconta: «La scena è bellissima, una grande scala. Lo spettacolo inizia con l'incanto di una scena bucolica dove emoziona il canto dei pastori. Fumi e luci che rimandano alle fiamme dell'inferno poi mostrano il mondo dei morti abitato da Caronte, le Parche, Tantalo, Sisifi, Issìone e la turba infinita dei trapassati». La rappresentazione dunque ripercorre la storia di Orfeo (interpretato da Marco Banini), abilissimo suonatore di cetra che si innamora della ninfa Euridice (Irene Tofanini) e la sposa. Un giorno la donna, mentre stava raccogliendo fiori, viene morsa da un serpente e muore. Da qui inizia la corsa agli inferi di Orfeo per tentare di riportare in vita la sua amata.

Ancora Franco Romani confessa: «Adesso faccio il regista, il direttore artistico, ma in realtà io lavoro al Bruscello da quando avevo tre anni: ho fatto di tutto, dal tecnico all'attore. Il Bruscello deriva dal termine arboscello. È una forma di teatro popolare rappresentato per secoli in Val di Chiana da compagnie di contadini itineranti che, nelle pause del lavoro, innalzavano un ramoscello e si spostavano di podere in podere raccontando in ottava rima - con grande tensione drammatica - le storie della tradizione popolare».

Sagrato della Cattedrale a Montepulciano da stasera (prova generale aperta al pubblico) al 15 agosto ore 21.30, euro 12, info 0578/7585291

- ROBERTO INCERTI