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Salieri progetta il College Biancoblù per far rinascere una nuova Fortitudo

COLLEGE Biancoblù. E' questo il progetto di Giulio Romagnoli e soci, legato a Stefano Salieri, per riproporre in una veste convincente una squadra che possa aspirare all'eredità Fortitudo.

Non è un piano banale, nell'ottica di riaffondare le radici nel territorio, è pure opportuno per gli attuali tempi cupi, ma va varato in tempi stretti, perchè i treni stanno cominciando a passare.

Dopo oltre due mesi di bocce ferme, l'arrosto da mettere in tavola non è stato nemmeno prenotato.

C'è l'accordo col coach, ma non la firma, anche se quotidianamente Salieri riceve assicurazioni verbali e si sono dissolti gli altri candidati. E lui sta programmando la preparazione e, da settimane, è attivo sul mercato. Ma è, per adesso, tutta teoria: la Biancoblù, come del resto tante società, anche di A, è schienata da una cronica carenza di liquidi. Niente s'è ancora mosso e andranno, anzitutto, definiti gli equilibri interni.

Romagnoli è ancora l'uomo dell'ultima parola, quello che si è esposto più di tutti. Continuerà ad esserlo, con Fabio Landi molto operativo, come negli ultimi mesi, ma prima di andare avanti vuole sapere su chi potrà contare.

Dal nuovo socio Loris Monti è atteso un apporto importante, ma pure qui, oltre all'adesione, non si è andati. Sul fronte dirigenziale avanza Luigi Ercolino, già dirigente ad Avellino e deciso a proporsi pure fuori dai feudi paterni: ha colloquiato coi capi e continua a trattare, ben accetto se porterà in dote sponsor emiliani già avuti in portafoglio ai tempi irpini. Ma il tempo passa e Salieri frigge, perché l'idea di fare una LegaDue con quasi tutti under 25 e due americani lo solletica da tempo, da stimato mago delle minorse pigmalione di talenti (da Poeta in giù), subito rigettato però, a Pavia, al primo e unico impatto con la seconda serie. La rete di contatti per fare una squadra totalmente nuova (nessuno della prima Biancoblù resterà) è attiva da un mesetto. Ma tra le maglie della rete sono già sfuggiti due pezzi importanti: il giovane pivot Borra, un 2.15 di scuola Fortitudo, che farà coppia a Pistoia con Galanda, e Bottioni, uno dei fedelissimi del coach con gli Eagles. Il college doveva partire con questi due e parecchi altri ventenni rimangono nel mirino, ma occorre muoversi. Piacciono Ferrero e Loschi, le due ali piccole, uno atletae l'altro tiratore, meno Pederzini, giàa Budrio con Romagnoli, ma direttoa Forlìo Imola. Altri nomi sono Casella e Perego, l'unico veterano (31), senza dimenticare che la corte a Matteo Imbrò potrebbe durare tanto, se Sabatini deciderà su di lui solo all'ultimissimo momento. Un altro ex Fortitudo, Chillo è sotto osservazione come cambio dei lunghi, più difficile invece l'approccio al virtussino Michele Vitali. Prima gli italiani, poi gli americani, già inquadrati comunque nei ruoli, un esterno e un lungo: una guardia fisica, d'appoggio al regista (che sarà italiano) ed un'ala grande capace anche di giocare centro, è l'idea prevalente. Il budget sarà (eufemismo) essenziale: 300mila euro per dieci stipendi.

Pochi, ma sempre buoni, e roba rara oggigiorno.

Dopo Ferragosto potrebbe intanto arrivare un regalo a Sacrati, che a parole sta ancora tentando Salieri, con offerte biennali. Il 18 Gil potrebbe vedere ripescati i suoi Eagles in A Dilettanti, se sarà rigettato il ricorso di Rieti, esclusa per una fusione irregolare con Santarcangelo. La LegaDue tornerà invece a sedici squadre, coi ripescaggi di Forlì e Capo d'Orlando.

- FRANCESCO FORNI