«RIAPRIRE "l' Isola che non c' è"? Magari, ci stiamo pensando». L' assessore al Welfare Amelia Frascaroli ripesca dal cassetto l' esperienza inaugurata da Giorgio Guazzaloca (e poi bocciata da Sergio Cofferati) per risolvere il problema dei punkabestia che ogni giorno stazionano in piazza Verdi. «Era un' esperienza che aveva senso, ci sto ripensando e la stiamo studiando», ammette l' ex candidata alle primarie. Tempi lontanissimi da quelli del 2001, quando l' allora sindaco sostenuto dal centrodestra aprì in via dell' Industria il "villaggio" per i punkabestia e per i loro animali: 15 container e prefabbricati per un totale di circa 28 posti. Un residence poi chiuso soprattutto per mancanza di fondi. Ma che andrebbe in qualche forma ripreso. «È un discorso ancora indietro, ma quella dell' "Isola che non c' è" fu un' esperienza sensata. L' esistenza di uno spazio esterno, che aveva anche un luogo di raccolta per gli animali, creava un punto di riferimento fuori da questa ostinata appartenenza a Piazza Verdi. Dopo quel periodo c' è stato un grande vuoto di pensiero su questa tematica della marginalità. Spiace dirlo, ma è vero». Il discorso è appena all' inizio però. Lungo la strada le difficoltà sono tante: primo, le risorse scarse di cui dispone oggi il Comune, in piena crisi economica; secondo, l' individuazione di un posto adatto, visto che "l' Isola che non c' è" fu chiusa, nel 2006 in piena amministrazione Cofferati, anche a causa dei problemi che aveva creato in via dell' Industria. Di certo, il problema di Piazza Verdi va affrontato anche sotto questo aspetto, di cui si è discusso anche martedì scorso in giunta, mentre il problema del degrado nella storica piazza universitaria si intreccia al braccio di ferro sulla movida tra commerciantie residenti, vittoriosi al Tar contro la delibera alza-decibel dell' assessore Alberto Ronchi. La giunta riscriverà questa settimana la delibera, ma nel frattempo affronta anche il tema del punto di vista sociale, dopo le 181 multe ai punkabestia nei primi sei mesi del 2012. «Ogni pezzo del mosaico - spiega la Frascaroli - va composto: il sociale non risolve tutto senza regole, ma le regole da sole non risolvono mai niente». Ecco perché in campo c' è già un progetto di mediazione sociale in strada, chiamato "Incontri": «Sto spingendo perché si amplii. Consiste nell' agganciare le persone nella condizioni in cui si trovano e riesce a fare anche dei "rimpatri", di persone che vengono cioè riconsegnate al Comune di appartenzenza. È un progetto piccolo e invisibile, ma che funziona benissimo». E cui si aggiungerà a settembre il servizio "Consumatori" nell' oratorio di Santa Cecilia: due pomeriggi a settimana «dedicati a chi nella fascia 19-30 anni consuma droga ancora in modo non abituale». Non solo «sistematica repressione delle violazioni» quindi, come ha detto il sindaco Virginio Merola venerdì in question time. Anche perché oggi, come nel 2001 quando nacque "l' Isola che non c' è", «stanno crescendo nuove forme di marginalità». È il caso ad esempio di un gruppo di giovani, non residenti, che con i loro cani hanno occupato alcuni edifici in periferia e che hanno incontrato di recente la Frascaroli chiedendo un posto dove stare e offrendosi di occuparsene. «Cercano una interlocuzione per gestire esperienze di vita comune anche presidiando luoghi difficili». Anche per questo l' assessore ripensa all' Isola di Guazzaloca. Un vero e proprio villaggio che offriva alloggio 24 ore su 24. Sarebbe possibile oggi ripetere quella esperienza? «Magari. Io ci sto pensando. Certo, le risorse sono poche, ma anche con poco si riesce a fare molto, se si vuole».
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SILVIA BIGNAMI