MILANO - Dopo essere caduta al minimo storico in Borsa, Enel cerca di riconquistare la fiducia dei mercati. E lo fa promettendo di centrare gli obiettivi che la società si è proposta sia per l'anno in corso, sia con il piano triennale, passando dagli attuali 4 ai 5 miliardi.
Obiettivo non dei più facili, visto che «la domanda di energia elettrica continua a diminuire, sia in Spagna che in Italia, un fenomeno ormai diventato strutturale, tanto da prevedere il ritorno ai livelli pre-crisi soltanto nel 2014».
Le parole sono dell'amministratore delegato Fulvio Conti, ieri durante l'assemblea che ha approvato il bilancio 2011. E in cui ha ribadito al mercato che la cedola - rivista al ribasso con un pay out che ora non supera il 40%- tornerà a salire non appena le condizioni di mercato lo consentiranno. Ma l'assemblea dei soci passerà alla cronaca anche per altri motivi. Il primo è l'intervento del rappresentante del Tesoro (socio di maggioranza) che ha chiesto «massimo rigore» sugli stipendi dei manager e per la presenza dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste che in centro e sud America protestano per i progetti di dighe da parte di Endesa, controllata spagnola di Enel.
Conti non ha nascosto le difficoltà del momento. In Italia il calo della domanda di energia a marzo è stata del 5% rispetto a un anno fa. «La crescita impetuosa degli impianti fotovoltaici sostenuta da un livello di incentivi che non hanno eguali in Europa ha contribuito all'accesso di capacità disponibile, con un'offerta di circa 1,5 volte superiore al picco massimo della domanda». Il che si traduce «da un lato nella riduzione dei margini per i produttori e dall'altro minori prezzi per i consumatori, purtroppo più che compensati dall'aumento dei costi derivanti dalla crescita delle rinnovabili». Stessa situazione in Spagna, dove le incentivazioni alle rinnovabili hanno causato un deficit per lo stato di 5,4 miliardi che Madrid ha deciso di coprire «da una parte aumentando le tariffe, dall'altra approvando interventi di carattere fiscale e regolatorio che riducono la remunerazione degli operatori». Il che significa 120 milioni di margini in meno per il 2012. Su 7 miliardi di mol non sarebbe nemmeno grave, ma il governo ha annunciato ulteriori misure. Nonostante il quadro negativo, Conti ha dato appuntamento alla prima trimestrale dell'anno, per dimostrare che la società tornerà a crescere.
I manager hanno poi dovuto vedersela con il Tesoro che ha raccomandato «il contenimento delle remunerazioni di tutto il management». Replica della società: gli stipendi dei top manager sono «al di sotto della media» dei competitor italiani ed esteri. Nel 2011 lo stipendio di Conti è salito del 9%, ma perché «era rimasto fermo dal 2005 al 2010».
A movimentare l'assemblea sono stati anche i rappresentanti delle comunità indigene sudamericane di Colombia, Guatemala e del Cile, dove Endesa (controllata spagnola del gruppo) porta avanti il progetto di dighe HydroAysen. Gli indios hanno manifestato assieme ai comitati no coke, agli abitanti dell'Amiata contrari alla geotermia e ai militanti di Greenpeace.
- LUCA PAGNIla Repubblica Extra
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