PM Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia hanno chiesto il processo per Gianpi Tarantini, il fratello Claudio, l' avvocato Salvatore Castellaneta, Massimiliano Verdoscia oltre alle attrici Sabina Began, Letizia Filippi, Francesca Lana e all' imprenditore Pierluigi Faraone. Accusati a vario titolo di avere «reclutato donne al fine di farle prostituire con Silvio Berlusconi».
CON undici pagine datate 20 aprile, la procura di Bari ha messo il primo punto sull' inchiesta che probabilmente più di tutte segnerà la storia giudiziaria della città: l' indagine su Gianpaolo Tarantini e le escort portate da Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli. I pm Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia hanno chiesto il processo per Gianpi, il fratello Claudio, l' avvocato barese Salvatore Castellaneta, l' amico Massimiliano Verdoscia oltre alle attrici Sabina Began, Letizia Filippi, Francesca Lana e all' imprenditore Pierluigi Faraone. Ai tre baresi Tarantini, Castellaneta e Verdoscia viene contestata l' associazione a delinquere per aver «reclutato donne al fine di farle prostituire con Silvio Berlusconi in occasione degli incontri organizzati presso le sue residenza». Tarantini, secondo i pm, sarebbe stato il «promotore e l' organizzatore dell' associazione per consolidare il rapporto con Silvio Berlusconi (avviato nell' estate del 2008) e ottenere, per il suo tramite, incarichi istituzionali e allacciare, avvalendosi della sua intermediazione, rapporti di tipo affaristico con i vertici della Protezione civile, di Finmeccanica e di società a quest' ultima collegate (Sel Proc, Selex e Seicos)». Secondo la Procura gli altri partecipanti dell' associazione «contribuivano consapevolmente al funzionamento del meccanismo criminoso anche nella prospettiva di ricevere vantaggi personali: Castellaneta e Verdoscia erano legati in rapporti d' affari con Tarantini», e quindi anche loro avrebbero avuto dei vantaggi dagli affari chiusi da Tarantini con le società di Stato. Agli atti ci sono anche i nomi delle ragazze baresi che si sarebbero prostituite con Berlusconi: Patrizia D' Addario, Terry De Nicolò, Barbara Montereale e Graziana Capone, l' Angelina Jolie di Bari, che però ha sempre negato ogni tipo di contestazione specifica. Come risulta dagli atti d' indagine quella di portare le ragazze per avere qualcosa in cambio dai politici, era un' abitudine di Tarantini. A Gianpaolo e al fratello Claudio viene contestato anche di aver favorito e sfruttato la prostituzione di «Monia Carpentone presso l' Hotel principe di Savoia di Milano e di Terry de Nicolò e Vanessa di Meglio in un appartamento di Bari in favore di Sandro Frisullo, all' epoca dei fatti vice presidente della Regione». L' obiettivo era «avere vantaggi nell' affidamento di commesse e appalti nella Asl di Lecce». Agli atti c' è poi un incontro di Barbara Montereale con «un non meglio identificato capo area dell' Istituto bancario Carige, al fine di ottenere agevolazioni nella gestione di una propria posizione bancaria presso l' istituto di credito». Sempre a Giampaolo viene poi contestato di aver fatto prostituire altre tre ragazze «presso l' Hotel Valadier di Roma in favore di Salvatore Metrangolo, dirigente del gruppo Finemccanica, per ottenere dallo stesso informazioni riservate all' interno del gruppo industriale e anche di entrare in contatto con i relativi vertici aziendali». Le carte sono ora sul tavolo dell' ufficio gip che dovrà fissare la data dell' udienza preliminare per stabilire se mandare tutti gli imputati a processo o meno. Di fatto la Procura non ha cambiato le sue posizioni dopo il giro di interrogatori che è seguito alla chiusura delle indagini. Tra gli altri era stato ascoltato l' avvocato Castellaneta - difeso da Michele Laforgia - che aveva spiegato la sua estraneità alla vicenda, in particolare di essere assolutamente estraneo all' associazione a delinquere che invece gli viene contestata.
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GIULIANO FOSCHINI