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Piazza della Loggia, spese a carico dello Stato

ROMA - Piazza della Loggia, le spese del processo a carico del governo. L' annuncio ieri sera, dal Consiglio dei ministri dopo le polemiche per la condanna delle parti civili, i parenti delle vittime, al pagamento delle spese processuali sull' ennesima strage impunita. Il presidente del consiglio Mario Monti d' intesa con il presidente Giorgio Napolitano è intervenuto, al danno è stata almeno sottratta la beffa. Sabato scorso la Corte d' assise d' appello ha lasciato senza colpevoli la strage dell' 8 maggio 1974 a Brescia, con otto morti e 192 feriti. La resa della giustizia per «prove insufficienti». Il governo non ha voluto che ci fosse un replay del processo di Piazza Fontana nel 2004 quando i familiari delle vittime furono condannati al pagamento delle spese di giudizio, dopo l' assoluzione del gruppo ordinovista veneto. Questa volta lo stesso gruppo è stato assolto per la strage di Piazza della Loggia, ma Mario Monti ha deciso di agire. Una decisione simbolo, visto che la cifra non sarà ingente, ma che invia un preciso messaggio: chi cerca verità non può pagare per questa sua richiesta, che resta sempre valida a 38 anni dalla bomba. Anche la Presidenza del consiglio si era costituita parte civile. Dunque, recita la nota diffusa in serata da Palazzo Chigi, «deve ritenersi che la condanna in solido al pagamento delle spese sia sostenuta legittimamente dal solo Stato, anche in virtù della vigente legislazione sulla tutela delle vittime del terrorismo». In base alla legge 206 del 3 agosto 2004 e a una direttiva del presidente del consiglio del 27 luglio 2007, «le vittime e i familiari di eventi stragisti beneficiano dell' assistenza processuale pubblica in ogni procedimento giurisdizionale». Così «il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Monti, ha preso la decisione di assumere a carico del governo le spese processuali derivanti dalla conclusione del procedimento per la strage di Piazza della Loggia». Dopo l' ultima assoluzione degli imputati, c' erano state parecchie richieste di intervento. L' ex sindaco di Brescia, Paolo Corsini, aveva sollecitato un decreto legge. Walter Veltroni aveva proposto che i partiti pagassero unitariamente le spese. Il comune di Bologna aveva offerto un contributo. Poi la decisione di Palazzo Chigi. Forse risposta alle amare parole di Manlio Milani, presiedente dell' associazione dei familiari delle vittime: «È ridicolo che in questi processi che sono stati pure contro due uomini che rappresentavano lo Stato, si debbano pagare le spese». Il riferimentoè al generale dei carabinieri, Francesco Delfino e all' ex parlamentare missino Pino Rauti. Delfino, allora capitano a Brescia si occupò dell' inchiesta. «La sentenza - ha detto Milani è stata risultato anche di come sono state condotte le prime indagini. Queste persone non si sono mai fatte vedere in tre anni di processo. Dovevano avere il rispetto per il ruolo istituzionale che hanno ricoperto e per le vittime di questa strage». Allo Stato chiede di non arrendersi nella ricerca della verità. - ELSA VINCI