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Ustica, sospesi i risarcimenti per le vittime

LA CORTE d' appello di Palermo, accogliendo il ricorso dell' Avvocatura di Stato, ha sospeso il pagamento dei risarcimenti stabiliti dal giudice civile di primo grado, quei 110 milioni di euro che ministero dei Trasportie ministero della Difesa avrebbero dovuto versare a un gruppo di familiari delle vittime della strage di Ustica. La decisione definitiva è rinviata alla conclusione del processo. Prossima udienza il 15 aprile 2015, a quasi 35 anni del disastro aereo costato la vita a 81 persone. Ma i parenti non si arrendono. Incassato il colpo, rilanciano. «Entro un mese - anticipa il loro avvocato, Daniele Osnato - avvieremo Ustica bis, sempre in sede civile: stiamo per presentare richiesta di risarcimento per un secondo gruppo di familiari, persone residenti a Bologna e nel resto del Nord Italia. Probabilmente - dice ancora il legale - presenteremo anche una istanza per l' anticipazione dell' udienza messa in calendario tra tre anni. Non esiste che si debba aspettare ancora tutto questo tempo». La portavoce dell' associazione dei familiari, Daria Bonfietti, non si addentra nei meandri tecnici del provvedimento che stoppa i pagamenti, almeno per ora. Torna a evidenziare, riferendosi alle strategie dei due ministeri che avrebbero dovuto aprire i cordoni della borsa, «la grande difficoltà da parte di governi e apparati dello Stato nel prendere atto della verità sulla strage e sulle sue conseguenze». E rileva, amareggiata: «L' esecutivo è stato assai sollecito nel ricorrere e nel proporre la sospensiva rispetto alla sentenza del Tribunale civile di Palermo. Non è altrettanto attivo nel sollecitare a Stati amici e alleati- Francia, Belgio, Germania e Stati Uniti - la risposta alle rogatorie della Procura della Repubblica di Roma. Giacciono inevase da tre anni, dopo la riapertura delle indagini dovuta alle dichiarazioni del presidente emerito Francesco Cossiga, che attribuiva la causa della tragedia a un attacco di aerei francesi. Noi non ci arrendiamo. Vogliamo conoscere gli autori dell' abbattimento del Dc9 Itavia, visto che dei responsabili esistono». Anche Walter Veltroni ritiene necessario «sollecitare le rogatorie internazionali» e aggiunge: «Delle sentenze si prende atto e le si rispetta. Ma credo che abbia ragione Daria Bonfietti nel dire che la decisione della Corte d' appello segnala un problema, una difficoltà a riconoscere le responsabilità di quei terribili fatti». «Quando il governo Berlusconi ha fatto ricorso e il governo Monti non lo ha ritirato - attacca Silvia Mura, deputata Idv - si è ritenuto che 32 anni non fossero sufficienti a mettere la parola fine alle inaudite sofferenze morali sopportate dai parenti delle vittime. Questa è l' ennesima puntata del "muro di gomma" che si poteva e si doveva evitare da parte dello Stato, su Ustica mai collaborativo». - LORENZA PLEUTERI