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Impregilo volta pagina escono i Benetton e il 33% passa a Gavio

MILANO - I Benetton danno l' addio a Impregilo. Il primo gruppo italiano per fatturato nel settore delle grandi opere pubbliche passa sotto il controllo di quelli che, sulla carta, sono i principali concorrenti della famiglia di Ponzano Veneto nel campo delle concessioni autostradali. Si tratta del gruppo Gavio, che segna così un punto a suo favore nel braccio di ferro con i costruttori romani Salini, di recente saliti al 20 per cento di Impregilo. Come da previsioni, i Benetton, attraverso Atlantia, hanno comunicato ieri pomeriggio di aver raggiunto un accordo che prevede, di fatto, il passaggio del general contractor con sede a Sesto San Giovanni, alla porte di Milano, ad Argofin, la finanziaria dei Gavio, la famiglia piemontese che controlla alcuni dei principali rami autostradali del nord Italia, dalla Torino- Milano alla Cisa. Non a caso, l' accordo per il passaggio del 33% di Igli (la scatola che controlla il 29,96% di Impregilo) ruota attorno a un passaggio incrociato di società autostradali tra Italia e Sud America e che coinvolge anche Mediobanca. Ma vediamo i dettagli. Gavio, attraverso Argofin, rafforza la sua presa su Impregilo rilevando il 33,3% in mano ai Benetton. Da parte sua, i Benetton ottengono le quote di Sias (società dei Gavio) le quote di Autostrada Sud America (Asa), raggiungendo il controllo del 100% del Grupo Costanera, che gestisce 188 chilometri di autostrade in Cile e in particolare 98 chilometri attorno alla capitale Santiago. Un risultato ottenuto anche rilevando un 8% in mano a Mediobanca, cui sono andati 105 milioni, mentre il valore del 45% dei Gavio è stato pagato 545 milioni. Questo fa sottolineare all' amministratore delegato di Atlantia Giovanni Castellucci, come la società «rafforzi ulteriormente la propria strategia di crescita nei paesi del mondo a più alto potenziale di sviluppo, dopo il recente accordo in Brasile per la gestione di 1.500 chilometri di autostrade nell' area urbana di San Paolo. L' insieme delle operazioni internazionali - conclude - porterà, nell' arco di tre anni, il contributo delle attività estere a circa il 30% dell' Ebitda dell' intero gruppo». In ogni caso, nel pacchetto degli accordi è finita anche l' autostrada Torino-Savona: a Sias (gruppo Gavio) è stata concessa una opzione di acquisto sul 99,98% delle società di gestione. L' esercizio dell' opzione potrà avvenire non oltre il 30 settembre 2012, mentre il prezzo è stato fissato a 223 milioni. Ma non è detto che dopo aver chiuso questo accordo la partita per Impregilo sia terminata con il successo certo dei Gavio. Ora il mercato rimane in attesa di capire le contromosse della famiglia Salini, i costruttori romani che hanno già il 20% del general contractor. Entro il 15 marzo, secondo lo statuto di Impregilo, devono dire se hanno intenzione di salire ancora di quota. E sarà quello il momento in cui potrebbero anche presentare nel dettaglio il piano industriale che intendono portare all' assemblea di maggio per convincere gli azionisti della bontà delle loro intenzioni per chiedere di vedersi affidare la società. A meno che i Gavio, per evitare una battaglia in assemblea, non decidano a loro volta di aumentare la loro quota. Ma a quel punto non potrebbe che scattare l' Opa. Si arriverà a tanto? - LUCA PAGNI