05 dicembre 2011 —
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sezione: AFFARI FINANZA
Mica semplice avviare cantieri in Italia. Ma nei giorni scorsi il neo ministro alle Infrastrutture, Corrado Passera, un gesto l' ha fatto firmando il decreto di fatto bloccato da mesi da Giulio Tremonti - che sblocca la realizzazione della terza corsia sull' autostrada VeneziaTrieste. Manca l' autografo del premier Mario Monti e poi il concessionario dovrà "solo" cercare i 2 miliardi necessari alla nuova infrastruttura. Impresa non da poco, tenendo conto della tempesta che sta squassando alle radici l' economia del pianeta. «Entro i prossimi sei mesi ci verrà sbloccato il finanziamento da parte delle banche» sostiene Emilio Terpin, presidente di Autovie Venete, concessionaria della tratta autostradale. Tesi cui viene di rincalzo Riccardo Riccardi, commissario governativo per questa "grande opera" e assessore alle infrastrutture alla Regione Friuli Venezia Giulia, secondo il quale, appena avute le linee di credito, sostenute pure da Bei e Cassa depositi e prestiti, «si potrà anche recuperare parte del tempo perduto, completando tutte le opere entro il 2017». Stiamo ai fatti. Nel dicembre 2010 è stato assegnato il primo dei quattro lotti, i lavori sono effettivamente partiti un mese fa a cura dell' Associazione temporanea di imprese guidata da Impregilo. Ma per gli altri tre lotti, i punti interrogativi sono un groviglio sinora inestricabile e in un paio di casi le imprese che hanno prevalso in sede di gara stanno preparando ricorsi e richieste di indennizzo. A proposito di rebus, spicca il tema del finanziamento. Il pool di banche composto da Intesa, Unicredit, Mediobanca, Mps, Credit Agricole, Centrobanca, Natixis, Deutsche Bank ha presentato una candidatura al finanziamento per una quota di 1,75 miliardi di euro. Ma ponendo una serie di stringenti condizioni. E l' offerta è scaduta il 15 novembre scorso. Tra le condizioni poste dagli istituti di credito, vi è la richiesta di garanzia da parte dello Stato sulle rate del mutuo successive al 2017, anno di scadenza della concessione di Autovie. Aggiungiamo che, come ovvia conseguenza del terremoto intervenuto sui mercati nell' ultimo biennio e ormai giorno dopo giorno, la sostenibilità del piano finanziario di Autovie riguardo alla quota interessi - enormemente cresciuta rispetto alle originarie previsioni - è tutta da chiarire. E tutto ciò nonostante che i pedaggi siano già stati innalzati da inizio 2011 nella misura dell' 11%, appunto a sostegno del programma di investimenti di Autovie. Stando alle parole del presidente Terpin, però, nell' arco di sei mesi le domande dovrebbero trovare risposte. «E se invece che 6 i mesi fossero 12, o 18 addirittura? Quale sarebbe il problema? Nessuno, perché l' operazione di ammodernamento dell' autostrada A4 è partita dopo 20 anni che se ne parlava e tutti gli ostacoli che si sono presentati a noi li abbiamo superati» dice Renzo Tondo, governatore della Regione Friuli Venezia Giulia e "padre" politico dell' infrastruttura. «Abbiamo cantieri aperti per 650 milioni» puntualizza Riccardi, richiamando oltre che i lavori avviati sul primo lotto Quarto d' AltinoSan Donà di Piave anche la tratta GoriziaVillesse che costituisce la via privilegiata verso la Nuova Europa. Teniamo conto che su quest' asse tra 1997 e 2007 il traffico pesante è cresciuto del 40,6%, ossia da 6,5 a 10,8 milioni di camion. Con questi numeri, che crescono senza requie anche in questi anni di crisi, occorre confrontarsi. E dunque al commissario Riccardi tocca delineare il percorso per uscire dall' attuale ginepraio: il decreto governativo (come detto, alla firma del premier Monti), poi l' accordo con le banche, quindi via ad altri lotti per un valore di 700 milioni e avvio materiale dei cantieri di questa tranche di lavori dopo 10 mesi. Fine completa dell' opera entro il 2017, ossia con un anno abbondante di ritardo rispetto al primo termine stimato. Ma questo, per esplicita sottolineatura di Riccardi, è lo scenario in assoluto più favorevole. Chi si avvia verso l' Est europeo o alle spiagge dell' Alto Adriatico, dovrà imparare a convivere con i cantieri per "n" anni.
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PAOLO POSSAMAI