02 agosto 2011 —
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sezione: POLITICA INTERNA
ROMA - Il fascicolo su Tremonti spiato c' è. Aperto. Da ieri è sul tavolo del procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara. Che nei prossimi giorni convocherà il ministro dell' Economia per sentire le sue ragioni. Per capire se davvero, nei mesi scorsi, ha avuto l' impressione di essere spiato, come da lui dichiarato a Repubblica venerdì scorso (e come messo a verbale dal suo braccio destro, il deputato Pdl, Marco Milanese il 13 giugno davanti ai pm di Napoli) o se, come invece ha ribadito quando è iniziata a filtrare l' ipotesi che i magistrati di Roma aprissero un fascicolo sulla vicenda, si è trattato solo di «ipotesi, di forzature giornalistiche». Particolari che Tremonti chiarirà direttamente a Ferrara: il capo dei pubblici ministeri capitolini ha deciso di occuparsi personalmente del fascicolo. Un modello 45, ovvero senza indagati e senza ipotesi di reato, in cui, per il momento ci sono solo gli articoli di stampa, in particolare l' intervista in cui il titolare del Tesoro diceva di essersi sentito «spiato, controllato,a volte persino pedinato». Accuse con cui rispondeva alle polemiche sul suo appartamento in via di Campo Marzio, nel cuore di Roma, pagato dal suo consigliere 8.500 euro al mese. Una vicenda complicata: l' imprenditore Tommaso di Lernia, agli arresti domiciliari per l' inchiesta Enav, durante l' interrogatorio di garanzia ha detto al gip che sapeva, tramite il consulente di Guarguaglini, Lorenzo Cola che, Angelo Proietti (imprenditore edile, titolare di Edilars, ndr) era quello che dava a Milanese 10mila euro al mese per pagare l' affitto a Tremonti. Ma la casa non c' entra, fa parte di un altro fascicolo. Quello che preme al procuratore capo è di sapere se effettivamente il responsabile di via XX Settembre sia stato seguito. Il numero uno delle toghe romane potrebbe anche chiedere ai colleghi di Napoli il verbale di interrogatorio del ministro, quello del 17 giugno. E forse anche quello di Milanese di quattro giorni prima. Escluse, per il momento, le audizioni degli agenti della scorta di Tremonti. Quello sul titolare del Tesoro non è l' unico fascicolo di cui Ferrara dovrà occuparsi.È attesa per oggi la decisione del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo sull' inchiesta EnavFinmeccanica. Tenerla o restituirla dopo il "pranzo dei sospetti" che ha visto il magistrato sedere allo stesso tavolo di Tremonti e di Milanese (indagato sia a Roma sia a Napoli). Capaldo comunicherà al suo capo la decisione, ma tutto fa pensare che rimetterà l' inchiesta nelle mani di Ferrara. E quindi del pm Paolo Ielo che, con lui, era titolare delle indagini sugli appalti Enav. Un giro "sospetto" in cui è coinvolta anche Selex Sistemi Integrati, controllata di Finmeccanica, guidata dalla moglie di Guarguaglini, Marina Grossi. La questione del pranzo non tiene banco solo in procura. Il verbale in cui Marco Milanese racconta ai pm partenopei dell' incontro a casa dell' avvocato Luigi Fischetti cui parteciparono anche Capaldo e Tremonti è al vaglio della procura generale presso la corte di Cassazione che dovrà decidere se avviare l' azioni disciplinare nei confronti di Capaldo. Tra le carte che le toghe stanno studiando anche il verbale di Fabrizio Testa, presidente di Technosky e la relazione scritta sulla vicenda dal procuratore aggiunto. Gli atti erano stati raccolti da Ferrara e girati al procuratore generale presso la Corte di appello di Roma, Luigi Ciampoli, che lo ha a sua volta trasmesso alla Cassazione cui spetta di avviare gli accertamenti per quanto riguarda eventuali profili disciplinari. Ciampoli ha inviato gli atti anche alla prima commissione del Csm che, alcuni giorni fa, ha aperto una pratica per valutare il comportamento di Capaldo.
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MARIA ELENA VINCENZI