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La protesta di Pianese 'Non esiste solo Napoli'

«ORA dico basta. Non esiste solo Napoli ma esistono anche i diritti dei cittadini che abitano in provincia». Giovanni Pianese (Pdl), sindaco di Giugliano, la terza città della Campania per numero di abitanti, lancia l' allarme: «Sul territorio del mio Comune che ha un decimo della popolazione di Napoli ci sono oltre duemila tonnellate di rifiuti. Non c' è rapporto». «È la beffa delle beffa. Lo Stir che lavora gran parte dei rifiuti di Napoli insiste sul territorio del mio Comune - prosegue Pianese e i miei concittadini devono stare tra i rifiuti. E non dimentichiamo che abbiamo Taverna del Re (con 6 milioni di ecoballe) e numerose discariche sature da bonificare». Intanto nel vesuviano i sindaci di Boscoreale e Terzigno intervengono per tenere buoni i lori cittadini. Le indiscrezioni sulla possibile riapertura di discariche da inserire nel decreto governativo hanno rimesso tutti sul chi vive anche alle pendici del vulcano. Per primo il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, dirama un appello: «Invito la popolazione a non continuare con proteste che allo stato sono ingiustificate, e che non fanno altro che arrecare disagi alla nostra comunità, anche perché non c' è, al momento, motivo di preoccuparsi rispetto all' ipotesi di apertura di una nuova discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio». Passano pochi minuti e si fa vivo anche il sindaco di Terzigno, Domenico Auricchio, convincendo il collegaa firmare un nuovo intervento congiunto: «Non c' è alcun motivo per riprendere azioni di protesta. Non c' è e non potrà esserci alcuna ipotesi di apertura di una nuova discarica rifiuti nel territorio di Terzigno». Riferimento alla protesta che nel dicembre scorso convinse Silvio Berlusconi a rinunciare al raddoppio della discarica, e a concedere ai vesuviani che nella loro Cava Sari sversassero solo i Comuni del comprensorio. Nessuno però poi ha individuato altre discariche in provincia. E quando Stefano Caldoro, che già all' epoca vedeva di buon occhio l' allestimento di Cava Vitiello, ha riacceso la polemica sulla legge di inizio d' anno, i presidi sono tornati su strada, con roghi e blocchi.