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Bertolaso ai giudici:

SEICENTO tonnellate di rifiuti da raccogliere in città anche se i dati ufficiali sottostimano la reale quantità di immondizia e cartoni nelle strade. Il sottosegretario agli interni Alfredo Mantovano non esclude che «dietro le proteste ci sia la mano della camorra». Ma l'emergenza continua e scoppia la polemica tra governo, Regione e Provincia con il Capo della Protezione civile Guido Bertolaso, ricevuto in serata da Silvio Berlusconi e Gianni Letta, che accusa: «Sono in atto situazioni sospette finalizzate a destabilizzare una realtà che funziona. È giusto che la magistratura in Campania, uno dei pochi baluardi che contrastano il malaffare, cominci a muoversi per capire perché fino ad oggi la legge non è stata applicata».

Bertolaso attacca il presidente della Provincia Luigi Cesaro che si è detto contrario ad aprire una seconda discarica nel Parco del Vesuvio: «La legge la prevede a Terzigno in località cava Vitiello».

"Destabilizzazione" scattata dopo il no di Bertolaso alla proroga del passaggio delle consegne, il primo gennaio 2011, tra commissariato e Province. Decisione avallata anche da Giorgio Napolitano che, durante la visita a Salerno, ha giudicato positivamente il ritorno ai poteri ordinari. Bertolaso, dunque, non molla e incalza le amministrazioni: «Noi abbiamo solo una struttura a stralcio diretta dal generale Morelli che assiste le autorità locali. Se le autorità stesse se ne fregano è ovvio che non si può imputare alcuna responsabilità a Morelli o ad altri».

Ma la Regione non ci sta e la giunta guidata da Stefano Caldoro ribatte: «Va rilevata l'inadempienza del governo che, nonostante nel 2008 abbia sottoscritto con i Comuni campani che ospitano impianti di trattamento un accordo per le compensazioni ambientali, non ha provveduto a rendere disponibili le risorse aumentando il risentimento delle amministrazioni e delle comunità tra cui Terzigno».

I lavoratori stagionali della "Davideco", senza stipendio da luglio, si scusano intanto per il raid della scorsa notte a Napoli nella sede di Enerambiente. «Ad aggravare la situazione - spiega l'amministratore della cooperativa Salvatore Fiorito - è stata la rescissione del contratto». Ma quella spedizione ha messo in moto una reazione come ha spiegato il sindaco Rosa Russo Iervolino in Consiglio comunale: «Dobbiamo dire grazie ai dipendenti Enerambiente che non si sono lasciati intimorire e sono usciti con i mezzi in cattivo stato.

Senza vetri e senza tergicristalli hanno dato una mano a togliere dalle strade qualcosa come 1.300 tonnellate. Merito anche delle forze dell'ordine che hanno scortato i mezzi uno a uno fino alle discariche. Facendo gli scongiuri dovremmo in breve ripulire la città e arrivare alla normalità all'inizio della prossima settimana».

Ma l'emergenza rimane. L'inceneritore di Acerra funziona a mezzo servizio mentre le discariche, da Chiaiano a Caivano fino a Terzigno, si avviano alla saturazione. Emergenza tutt'altro che finita e il centrosinistra assieme all'Udc torna all'offensiva. Luigi De Magistris affonda i colpi: «Il governo non ha risolto i problemi». D'accordo Enrico Letta che da Paestum denuncia «il fallimento del governo». Al suo fianco Pierferdinando Casini invita «Bertolaso a riferire in Parlamento». E Pierluigi Bersani da Roma ironizza: «Ecco il miracolo di Berlusconi». Vincenzo Cuomo, sindaco di Portici, sottolinea che «a protestare contro il governo sono gli amministratori di centrodestra».

Giuseppe Capasso, presidente dei sindaci del Parco del Vesuvio, ha organizzato una riunione martedì prossimo a Terzigno.

Mentre in serata il Movimento contro la discarica di Chiaiano si è spostato in piazza del Plebiscito per urlare: «Bertolaso, dimettiti».

DAL NOSTRO INVIATO STELLA CERVASIO BATTAGLIA che si è accesa proprio qui, all'ingresso della discarica Sari. Un punto tracciato con la penna, come mettere un dito su un mappamondo: lontana due chilometri dal centro abitato di Terzigno, ma a 300 metri da quello di Boscoreale. Che muore asfissiato, in attesa del secondo sito annunciato, quello di cava Vitiello, capacità 14 milioni di tonnellate di rifiuti, tempo di saturazione vent'anni. Due buchi neri nel Parco del Vesuvio che qualcuno ora dice «va abolito, cancellato, per coerenza».

A mezzanotte di giovedì la protesta ha raggiunto toni estremi.

La polizia ha caricato i manifestanti, duemila circa, riuniti alla rotonda. Gli agenti, che facevano largo ai mezzi che dovevano sversare, hanno sparato lacrimogeni e la protesta si è accesa: ripetute cariche per disperdere la folla. C'è stato un lancio di sampietrini e il vicequestore di Acerra Sergio Di Mauro ha avuto dieci punti di sutura alla bocca e ha perso un dente. Uno dei manifestanti è stato fermato, due compattatori sono stati incendiati.

Un ragazzo, intervenuto in difesa di una giovane che, caduta dal ciclomotore, secondo le testimonianze dei comitati cittadini sarebbe stata «presa a calci da un poliziotto», è stato trattenuto ma rilasciato poco dopo. Negli scontri, una persona è rimasta contusa e ha dovuto fare una Tac all'ospedale di Scafati. Oggi il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, comincerà lo sciopero della fame in una tenda di 50 metri quadrati della Protezione civile montata in piazza Pace, di fianco al Municipio. Due consiglieri comunali medici sorveglieranno il suo stato di salute: durante gli scontri il primo cittadino ha avuto una lieve fibrillazione e i sanitari sconsigliano l'iniziativa. «Se devo morire- ha detto Langella, sindaco di un comune virtuoso con il 65 per cento di differenziata - preferisco farlo per una causa giusta. Sono a fianco ai miei concittadini».

Il pacifico gazebo con la bandiera "No alla discarica" è diventata un posto di blocco di guerra, con bottiglie in frantumi e transenne.

Non si passa. «Mio figlio - dice Laura Inserviente- solo per aver difeso quella ragazza è stato portato identificato e fermato e gli agenti gli hanno sbattuto a terra il cellulare». «Per il vicequestore ci dispiace moltissimo - dice Angelo Genovese, professore a Veterinaria alla Federico II e ambientalista- Le forze dell'ordine quando non sono in servizio si dimostrano solidali con noi. Ma non diteci camorristi. Qui c'è gente di sinistra e anche sindaci del Pdl. E la camorra, certo, è rappresentata dalle ditte dei casalesi che hanno vinto l'appalto e lavorano anche per conto dello Stato. L'altra notte c'è stata una protesta cui è stato contrapposto un ordine di repressione molto forte. Quello che nessuno dice è che la gente vende le proprie case deprezzate del 50 per cento ed è costretta ad andarsene e un'intera economia, nella terra dei disoccupati, sta andando in malora». Intanto un uomo raccoglie un pezzo di materiale grigiastro dall'aiuola vicino a un cumulo di rifiuti che martedì scorso un camion ha scaricato nel piazzale dopo una lite con un collega. Sull'area le competenze sono diverse e non si sa chi deve raccogliere la montagna maleodorante. «Vedete questo pezzo? È eternit, amianto», dice l'uomo, che rivela di essere un dipendente della discarica. «Quindici giorni fa arrivò un camion dal vecchio deposito della Fs di Villa Inglese e scaricò una quantità di materiale come questo». «Passano notizie che non stanno né in cielo né in terra - a parlare è un sottufficiale della Guardia di finanza - Tra noi ci sono medici e avvocati. Nessun terrorista e niente camorra».

- OTTAVIO LUCARELLI