13 agosto 2010 —
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sezione: POLITICA INTERNA
ROMA - Gli effetti dell' ipotesi di tregua proposta da Berlusconi ai finiani arrivano la mattina, alla lettura dei quotidiani. Il Giornale: «Fini al tramonto, scaricato da tutti». Il Secolo d' Italia: «Come si costruisce una "fabbrica del fango"?». Tutto come prima, o quasi. Con il giornale vicino al presidente della Camera che, nella sua edizione on line, racconta la storia di Alessandro Sammarco, il nuovo legale di Luciano Gaucci che sta seguendo la controversia tra l' ex patron del Perugia calcio e la compagna di Gianfranco Fini, Elisabetta Tulliani. «Sammarco - scrive Il Secolo - è il legale del premier, di Dell' Utri e di Previti». Ha sostituito un altro avvocato, Vincenzo Montone che così ha raccontato al Fatto la sua rimozione: «Non potevo prestare il mio lavoro ad una strumentalizzazione politica costruita ad arte per colpire la terza carica dello Stato». Il Secolo, poi, tira le sue conclusioni: «Primo: un avvocato molto legato a Previti prende in mano le questioni giudiziarie che riguardano Gauccie la Tulliani. Secondo: si scatena la campagna mediatica contro Fini passando dal suo rapporto con la Tulliani, con documenti che solo Sammarco poteva avere. Terzo: Berlusconi, pochi giorni fa si reca platealmente a casa di Previti. Unite i puntini e troverete la soluzione». La ricostruzione si va ad aggiungere agli altri argomenti tirati fuori dai finiani (tra villa di Arcore e rapporti di Berlusconi con Gheddafi e Putin) e fa dire a Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, quanto sia «sgradevole che alcuni finiani abbiano scimmiottato Travaglio. Il premier ha proposto la questione in termini positivi, ora è necessario vedere se prevarrà la linea del buon senso». Per adesso le schermaglie proseguono a colpi di dichiarazioni. Non sono più le sciabole incrociate degli ultimi giorni ma il conflitto è ancora aperto. Il "falco" finiano, Carmelo Briguglio tre giorni fa aveva attaccato Il Giornale (che ha avviato l' inchiesta sulla casa di Montecarlo della quale, accusa il deputato di Fli, si occupa una firma «che contiene il cognome di un noto direttore dei servizi segreti. Coincidenza, omonimia o parentela?») e parlato di «pezzi deviati dei Servizi» che avrebbero spiato gli uomini vicini al presidente della Camera. Ieri il vicecapogruppo dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, ha ribattuto: «Si può anche non gradire o non approvare un' inchiesta giornalistica, ma "buttarla in caciara" confondendo le carte non è un comportamento serio. Se Briguglio ha altre informazioni le comunichi al Copasir. In caso contrario sottragga la sua voce al coro dei professionisti del depistaggio». Risponde Briguglio: «Ho parlato a lungo al Copasir in merito a deviazioni di pezzi dei Servizi e, di recente, anche di preoccupanti anomalie in merito alla permanenza nei Servizi di uomini dell' intelligence inquisiti per reati gravissimi». Al di là dello scontro aperto c' è anche un fronte che osserva in attesa che la situazione prenda una piega definita: «Agosto è il mese dei piromani e dei pompieri - afferma il Guardasigilli Angelino Alfano- e al termine di questo mese mi auguro che abbiano vinto i pompieri, per cui tifo e alla cui squadra mi iscrivo».
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MAURO FAVALE