IL PDL sembra aver scelto. Nella corsa alla successione di Cammarata si piazza in pole position Carlo Vizzini. A meno di sorprese dell' ultima ora. Il senatore dell' Antimafia, che da anni punta alla poltrona di primo cittadino, ha lavorato ai fianchi tutti i possibili contendenti, dal presidente dell' Ars Francesco Cascio al vicesindaco Francesco Scoma. Ha già avuto il via libera dai coordinatori regionali, su tutti Giuseppe Castiglione, e la settimana scorsa durante un incontro tra Cammarata, Scoma e Cascio ha scoperto le sue carte ottenendo un primo via libera, che sa molto di definitivo. «Se non mi candidate sono pronto a presentare una lista mia, e in queste condizioni, con il partito spaccato da Micciché, non conviene a nessuno dividersi per fare un favore al centrosinistra», avrebbe argomentato il senatore. Da qui l' accordo. Il presidente dell' Ars, Cascio, sarebbe diretto alla candidatura a governatore regionale in elezioni che potrebbero essere imminenti, viste le difficoltà che incontra in questo momento Raffaele Lombardo, alle prese con un rimpasto difficilee un' indagine per mafia della Procura di Catania che potrebbe concludersi con un coinvolgimento diretto del governatore. Cascio è un nome che piace ad Alfano e a Schifani, ma anche all' ala catanese dei Firrarello e dei Castiglione. Con Cascio a Palazzo d' Orleans, a Scoma verrebbe garantito un posto alla Camera nelle prossime elezioni nazionali (che con lo scontro tra Berlusconi e Fini potrebbero essere altrettanto imminenti delle regionali) oppure a mister 20 mila voti potrebbe andare un ruolo chiave nel governo regionale. Ruolo chiave che per Scoma chiederebbe direttamente il presidente del Senato Renato Schifani. Così, Vizzini ha ottenuto un primo via libera dal partito. Un via libera talmente riconosciuto che in questi giorni i consiglieri comunali del Pdl chiamano il senatore per avere appuntamenti e prepararsi al dopo Cammarata. Nel partito c' è solo un' alternativa al momento alla candidatura di Vizzini. Ed è quella della senatrice Simona Vicari, che scenderebbe in campo, ma solo in caso di un passo indietro dello stesso Vizzini. Il sindaco Cammarata invece ha avuto da Berlusconi ampie rassicurazioni per una sua elezione alla Camera dei deputati. Il problema però nel caso del primo cittadino di Palermo sono i tempi. Cosa farebbe Cammarata in caso di elezioni nazionali anticipate nel 2011, con il suo mandato da sindaco che scade solo nel 2012? «Si dimetterebbe subito per andare a Roma e lasciare campo libero a Vizzini, tanto nel partito l' accordo c' è già», dicono alcuni suoi stretti collaboratori. Insomma, per il futuro di Palermo nel Pdl i giochi sembrano davvero già fatti. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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