ARCHIVIO LA REPUBBLICA DAL 1984

Nel regno dei capolavori il museo dell' Arte Universale

DOPO la basilica di San Pietro, i Musei costituiscono l' ambiente più visitato del Vaticano. All' interno si ha a che fare con un vero e proprio labirinto che si sviluppa su due piani, dagli storici ambienti del palazzo apostolico, lungo i cortili del Belvedere e della Pigna e il Giardino Quadrato, agli edifici moderni e contemporanei per un totale di 30 ambienti, a loro volta raggruppati in più sale, stanze e sezioni. Con l' attrattiva di oltre 70 mila opere messe in mostra in circa 7 chilometri di ambienti; un autentico tesoro che va dalle antichità etrusco-italiche, orientali e classiche greco-romane all' arte contemporanea, attraverso reperti aztechi, capolavori di arte paleocristiana e medievale, rinascimentale, barocca e ottocentesca. Accade però che il visitatore sia attratto principalmente da ambienti e opere diventate l' emblema dei musei, prime fra tutte la Cappella Sistina, nel mito di Michelangelo e del Giudizio Universale. Che è indiscutibilmente il capolavoro che tutti decantano da sempre, ma che non deve far dimenticare le eccezionali opere della Pinacoteca, dove è d' obbligo ricordare il Polittico Stefaneschi di Giotto e la Santa Maria Maddalena penitente del Guercino. Oltretutto, l' artista emblematico di questi musei non è solo Michelangelo, perché a lui si contrappone di diritto Raffaello; le cosiddette Stanze di Raffaello e la Loggia di Raffaello sono una galleria di capolavori assoluti, tra i quali si distinguono La Scuola di Atene e La liberazione di San Pietro. E ancora non si possono non ammirare le splendide sculture greche e romane come l' Apollo del Belvedere e il gruppo del Laocoonte. Tutto sotto la direzione del professor Antonio Paolucci. In questa autentica caccia al tesoro resta fuori il Sacrario Apostolico, che è la sagrestia segreta dei papi, un luogo misterioso per la sua preziosa sacralità, come indica il nome proprio di Sacrario, perché custodisce tutti i preziosi paramenti e gli arredi sacri utilizzati dai papi nelle celebrazioni liturgiche. L' ingresso sarebbe dalla Cappella Sistina attraverso la porta opposta a quella dalla quale si entra, nella visita ai Musei Vaticani, per ammirare il Giudizio Universale di Michelangelo. Ma ne è vietato rigorosamente l' ingresso. Il complesso delle opere si esalta per l' oro, l' argento e i brillanti che decorano triregni, calici, ostensori e paramenti, quasi mai utilizzati dal papa; sarebbe molto più apostolico vendere certi oggettie dare il ricavato ai poveri, come fece Paolo VI con la sua mitra. Una diramazione dei musei, ma come ambiente a se stante, è l' Archivio Segreto Vaticano, che è un altro ambiente prezioso, aperto di mattina esclusivamente agli "studiosi" dal 16 settembre al 15 luglio. L' ingresso è dal Salone Sistino della primitiva Biblioteca Vaticana, ma è in pratica inaccessibile ai "profani" e la qualifica di "studioso" deve essere opportunamente documentata e va giustificato lo scopo della ricerca. E' un ambiente enorme, che dalle tre sale Paoline, rievocanti nel nome il fondatore dell' archivio, il papa Paolo V, nel 1612, si sviluppa lungo una galleria di 200 metri fino alla Torre dei Venti e di qui nell' edificio sotterraneo a due piani costruito nel cortile della Pigna a 20 metri di profondità,e con un sistema di scaffalature che permette di conservare fino a 54 chilometri di documenti. Tutto sotto la vigilanza del cardinale Raffaele Farina con la qualifica di Archivista di Santa Romana Chiesa. In questo enorme complesso edilizio è custodito il carteggio diplomatico della Santa Sede dagli inizi del secolo VIII lungo 1300 anni in appositi armadi del Seicento per ottantacinque chilometri lineari di scaffalatura. Si tratta di bollee registri della Datariae Cancelleria, archivi della Segreteria di Stato, di quella dei Brevi, della Rota e delle congregazioni, nonché di trattati politici provenienti da più di seicentotrenta fondi diversi ed in continuo aumento, dal momento che ogni anno le diverse rappresentanze pontificie nel mondo, la Segreteria di Stato e le varie congregazioni depositano centinaia di documenti nell' Archivio. Per dare al lettore un' idea della preziosità del corredo documentario si segnalano le splendide miniature che l' arricchiscono, insieme alle rilegature in pelle, i fregi dorati, le incisioni, le teche d' oro e argento, le bolle ovvero i sigilli sempre d' oro e argento, nonché di cera rossa. Per quanto riguarda le Bolle d' oro si registra un patrimonio di 81 esemplari in 42 tipi diversi, 64 dei quali sono in lamina d' oro e 4 in oro massiccio; a questi si aggiungono 13 teche (5 in oro, 6 in argento e 2 in argento dorato) contenenti altrettanti sigilli di cera rossa. La bolla più antica è del 1164 e appartiene ad un documento dell' imperatore Federico I Barbarossa: è fortemente schiacciata e costituita da due lamine d' oro. E tra i documenti più curiosi vanno segnalate una lettera dell' imperatrice cinese Elena, divenuta cristiana, scritta su seta nel 1650 e la richiesta dei membri del Parlamento inglese a Clemente VII per l' annullamento del matrimonio di Enrico VIII, con 85 sottoscrizionie sigilli di cera rossa del 1530, richiesta peraltro che non andò a buon fine. Dal Cortile del Belvedere, sul quale si affaccia la Galleria Lapidaria dei musei, è l' ingresso alla Biblioteca Vaticana. Che, oltre ad essere riservato ai ricercatori, attualmenteè chiusa per lavori di ristruttrazione degli ambienti, e ne è prevista la riapertura per il 20 settembre (info 06 69879411). La biblioteca è nata con Niccolò V nel 1451, ufficializzata da una bolla di Sisto IV nel 1475, ma ha trovato una sua sede adeguata con il Salone Sistino, fatto costruire nel 1589 da Sisto V nel contesto dei Palazzi Apostolici con le appendici sorte sotto Pio IV. I libri furono trasportati nella nuova sede tra il 1590 e il 1591; ma questa non sarebbe stata sufficiente. E' diventata obbligatoria un' espansione graduale in altri locali, come diramazioni del tronco principale con una serie quasi continua di lavori che durano tuttora. Perché sempre più numerosi sono stati i fondi in arrivo alla Biblioteca, tra i quali quelli di Federico da Montefeltro, Cristina di Svezia, delle famiglie Capponi e Ottoboni, fino alle moderne acquisizioni fatte da Leone XIII con i fondi Borghese, Barberini e Borgia, e da Pio XI con il fondo Chigi donato dallo Stato italiano nel 1933. Lo sviluppo dei locali di deposito siè avuto nella prima Sala Studio che si affaccia sul Cortile della Biblioteca e nella seconda Sala Studio creata da Leone XIII e utilizzata per la lettura di documenti su cd-rom e microfilm, che si affaccia sui Giardini Vaticani. Inoltre si è ampliata lungo un corridoio in uno dei locali ricavati nel sottosuolo del Cortile della Pigna; la costruzione, concepita con criteri di moderna funzionalità, fu inaugurata il 18 ottobre 1980 dal pontefice Giovanni Paolo II. E ancora, siè aggiunto il sotterraneo in cemento armato ricavato sotto al cortile della Biblioteca, inaugurato nel 1985; questo è ufficialmente destinato alle migliaia di carte antiche e preziosissime, alle quali fa da «custode» una statua di San Giuseppe. Quanto alle opere a disposizione dei lettori, la Biblioteca possiede circa 75 mila volumi manoscritti, 100 mila autografi separati, un milione di opere stampate e 100 mila incisioni e carte geografiche. Il tutto sotto la vigilanza dello stesso cardinale che presiede l' Archivio, Raffaele Farina, qui ovviamente nella qualifica di Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, perché i due ambienti sono in pratica in stretto collegamento tra di loro per le finalità di studio e cura delle opere. Che peraltro restano attive nelle due scuole annesse al complesso: la Scuola di Paleografia, Diplomatica e Archivisticae la Scuola di Biblioteconomia che sono sotto la direzione di un prefetto, monsignor Cesare Pasini. In genere la fila per entrare ai Musei comincia dai Bastioni Michelangelo e prosegue lungo il viale Vaticano, ma si può comunque prenotare allo 06.69883145. Il costo del biglietto è di 21,50 euro intero e 17,50 ridotto, piuttosto caro. © RIPRODUZIONE RISERVATA - CLAUDIO RENDINA