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Il treno si ferma a Montaguto un disastro a lungo dimenticato

NÉ DOPO due, né dopo nove, né dopo venti giorni. Il Consiglio dei ministri s' è riunito tre volte dopo quel maledetto 10 marzo: il 12 e il 19 marzo, e dopo le elezioni, il primo aprile, ma della frana di Montaguto non c' è traccia nelle riunioni di Palazzo Chigi. EPPURE di poteri straordinari e stati d' emergenza, si sono occupati a Palazzo Chigi. Il 12 marzo per mettere in sicurezza la statale che collega Sassari a Olbia. Sette giorni dopo, per «un ottimale coordinamento delle iniziative di protezione civile a supporto degli aiuti al Cile colpito dal violento, recente sisma», e per prorogare «il risanamento del bacino idrografico del fiume Sarno». Di mezzo c' è la visita elettorale di Berlusconi a Bari, il 24 marzo, e la riunione del primo aprile, quella in cui il Cavaliere propone e ottiene che siano respinte le dimissioni di Fitto, dopo la sconfitta in Puglia del suo delfino Rocco Palese. Quarantatré giorni in cui nonè accaduto nulla, apparentemente. In realtà qualcosa si stava muovendo: appena Fitto ha aperto bocca per dire che il governo approverà lo stato d' emergenza nella riunione di venerdì, i suoi fedelissimi hanno fatto a gara per gridare al "santo subito". Tanto che il presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli ha bruciato sul tempo lo stesso fido Palese: «La lettera inviata - scrive Schittulli - per risolvere il problema della frana, ha avuto un riscontro immediato». Dove veda tanta immediatezza Schittulli, se lo chiedono il sindaco di Bari, Michele Emiliano e il presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese: «Sono trascorsi 43 giorni dal giorno della frana, ed è vero che la Regione Campania sarebbe dovuta intervenire negli ultimi cinque anni, ma alle responsabilità della Regione Campania va affiancata la responsabilità del governo per non essere intervenuto in sostituzione della stessa Regione, come fatto in altre occasioni come per i rifiuti». Emiliano e Ferrarese, venerdì saranno a Montaguto, ad aspettare un rappresentante del governo che confermi quanto anticipato da Fitto. «Vedremo se davvero la situazione è come la racconta il ministro. A me sembra che si sia davanti a una vergogna nazionale», replica il deputato del Pd, Michele Bordo che, sulla frana di Montaguto, ha interrogato il governo che risponderà nel question time del 21 aprile alla Camera. L' onorevole Dario Ginefra, del Pd, ha chiesto l' audizione del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, in commissione trasporti per sapere se è vero che le Ferrovie dello Stato «ripristineranno la linea entro l' estate». Per Palese, invece, le elezioni non finiscono mai: «Vendola, Amati e compagni vadano a incatenarsi davanti a casa di Bassolino non sotto Palazzo Chigi». L' eurodeputato del Pdl, Salvatore Tatarella, è più distaccato. Lui, sul luogo della frana c' è stato: «Bisogna andare sul posto per capire la gravità della situazione, perché con quattro camion e poche gru, non si fa granché». Nel centrodestra, non sarebbe una posizione isolata. E la corsa all' annuncio di Fitto, nasconderebbe il tentativo di neutralizzare un' iniziativa preparata dal senatore pidiellino Antonio Azzollini, che, oltre a presiedere la commissione bilancio di Palazzo Madama, è impegnato a rimotivare il partito lungo il solco che traccerà il senatore Gaetano Quagliarello. Tanto franò, che venne. - PIERO RICCI