16 febbraio 2010 —
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sezione: BOLOGNA
DIMENTICATO Sergio Cofferati. Assente Flavio Delbono. Nel ricordare la stella di Renzo Imbeni, cui è stata intitolata ieri la Sala Bianca di Palazzo D' Accursio a cinque anni dalla morte, il consiglio comunale cancella gli ultimi due sindaci di centrosinistra. Il gran cerimoniere Maurizio Cevenini cita uno per uno tutti gli ex in fascia tricolore in aula: Guido Fanti, Walter Vitali, e persino l' avversario di sempre, Giorgio Guazzaloca. Non pronuncia mai il nome dello "straniero" Cofferati. E sorvola su Delbono, il "sindaco-breve" rinchiuso nel suo ufficio: «Assente giustificato» dice di corsa il Cev in chiusura. Come Renato Zangheri, «che non è riuscito ad essere presente». Il Cinese mai presente e il Professore ormai assente: convitati di pietra di una cerimonia celebrata in extremis, a due giorni dall' inevitabile commissariamento, per ricordare un bel sindaco che fu, Imbeni. Attesa non disattesa, quando il Pci non era ancora il Pd. Descritto come «grigio burocrate» e rivelatosi uomo «del sorriso». Partito in sordina, con sulle spalle l' eredità di Zangheri, e poi volato più alto degli altri. «Sindaco in bicicletta», «persona umanamente vera», «piena di passioni», «amante del calcio», «fan dei giovani», «uomo serio e rigoroso senza mai diventare burbero o scostante». «Amava il calcio e il primo matrimonio che celebrò fu il mio» dice Cevenini, che di entrambe le cose è maestro, e in cui molti vedono l' ambizione di accreditarsi come successore. Ad ascoltare il ricordo del Cev, e subito dopo del vicepresidente Paolo Foschini, Pdl, che ha detto addio al consiglio dopo 20 anni, c' è una sala piena, bipartisan. C' è il deputato Antonio La Forgia, che si intrattiene all' entrata con il guazzalochiano ex Pci Claudio Sassi. Ci sono gli scontenti come Lina Delli Quadri. Il segretario Pd Andrea De Maria. I fratelli di Imbeni, Paolo e Vincenzo. La pattuglia degli ex sindaci Fanti e Vitali. Sugli scranni con l' Udc Guazzaloca. L' ex sindaco che non dispiacque mai al Pci e che oggi il Pd mette tra i "buoni", quelli della giusta amministrazione e dell' amore per la città. Guazzaloca, Fanti e Vitali fotografati davanti alla targa commemorativa, insieme ai familiari di Imbeni. Cofferati resta un tabù. Invitato? «Tanto aveva da fare con Edoardo» ironizza Foschini. E Delbono? Il sindaco in carica fino a domani lascia la sua sedia vuota. «Non vengo» dice a Cevenini poco prima della cerimonia. Neanche due parole da far leggere in aula. Nulla. Nessuno infierisce. Difficile commemorare l' uomo che «lasciò la concussione e la corruzione fuori da Bologna», ammonisce Sassi col dito alzato, per il sindaco che da un' inchiesta giudiziaria è stato travolto. «Delbono doveva esserci?» l' assessore Luciano Sita allarga le braccia: «Forse sarebbe stato istituzionalmente non corretto per lui sedersi sulla poltrona su cui ha annunciato le dimissioni. Da quando lo ha fatto non è più tornato in consiglio. Magari due righe però poteva scriverle...». O forse no, come pensa Guazzaloca: «Delbono? Io l' avevo detto. Sarebbe durato sei mesi».
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SILVIA BIGNAMI