26 ottobre 2009 —
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sezione: AFFARI FINANZA
Ci saranno dialoganti il "comunista" Giulio Tremonti, neoassertore del posto di lavoro fisso, il "leader in pectore del Pd" Gianfranco Fini, sponsor del voto amministrativo agli immigrati, e l' ex leader democrat Walter Veltroni, in tour promozionale per il suo romanzo "Noi". Per cui il ticket rosa ai vertici della Confindustria, Emma Marcegaglia e Federica Guidi, può tirare un sospiro di sollievo. Stavolta eviterà che il convegno autunnale dei giovani industriali, che si tiene a Capri venerdì e sabato prossimi, sia terremotato da Silvio Berlusconi. Il quale, da Vicenza in poi, quando saltò sul palco sfidando la sciatalgia e la nomenklatura confindustriale, ci ha preso gusto a terremotare gli appuntamenti confindustriali, non solo quelli dei suoi colleghi adulti ma anche quelli degli juniores. Come è avvenuto nel giugno scorso, quando dal palco di Santa Margherita Ligure rivelò l' esistenza di un "progetto eversivo" contro di lui e invitò la platea a non dare più pubblicità ai giornali considerati suoi nemici e a preferire magari le sue tv e i giornali di famiglia. Come se la pubblicità fosse una regalia agli imbrattacarte e non una fase essenziale della catena produzionecommercializzazione. Si sa, gli juniores di Confindustria non sono sempre il massimo di cultura istituzionale, per cui non colsero la grave lesione democratica. Ma Marcegaglia e Guidi, che hanno gli strumenti culturali e il coraggio civile necessari, rimasero silenziosamente stupite e accompagnarono il premier a colazione nella sua residenza privata di Portofino. L' altra settimana all' assemblea degli industriali di Monza, Emma non ha avuto, come già le era capitato, l' onta di essere considerata alla stregua di una velina, ma ha dovuto subire l' invito del premier a diventare sua vicepresidente del Consiglio, data l' asserita identità di vedute. Un complimento avvelenato, di cui nell' attuale clima confindustriale la presidente, assediata da una congerie di problemi in buona parte ricevuti in eredità, avrebbe fatto volentieri a meno. A fine settimana, per fortuna, Berlusconi non si appaleserà dunque a terremotare l' hotel Quisisana di Capri, che dovrà probabilmente assistere soltanto al Tremonti neocomunista e ai moderati fuochi d' artificio del ministro Bobo Maroni, se il presidente della Camera insisterà nel format dialogante e buonista. Ma ciò non significa che il ticket MarcegagliaGuidi non abbia da gestire questioni spinose, che fanno della Confindustria un territorio litigioso come raramente prima. Non solo le valutazioni ondivaghe sulla crisi, sui modi e i tempi per uscirne, sul governo e sulle organizzazioni sindacali, segnatamente la Cgil, ma anche l' ostilità tra piccoli e grandi, tra pubblici e privati, l' insofferenza non più sotterranea della base nei confronti di Viale Astronomia, considerata da molti un' idrovora burocratica che brucia più di mezzo miliardo all' anno con servizi e risultati politici di cui c' è scarsa traccia. Ma stavolta per sua fortuna il ticket presidenziale rosa a Capri può almeno modificare il noto gingle in: «Meno male che Silvio non c' è». a.statera@repubblica.it
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DI ALBERTO STATERA