20 luglio 2009 —
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sezione: AFFARI FINANZA
Chiusi a Pescara, con la sfilata collettiva in abiti bianchi, i Giochi del Mediterraneo il 5 luglio, il grande rotore dello sport italiano ha appena aperto i Mondiali di Nuoto a Roma, venerdì scorso. Sono passati 12 giorni tra un evento sportivo e il successivo, il tempo di spostare autorità, palchi, "case Italia" e villaggi di intrattenimento. Ieri, sempre a Roma sono partiti gli Europei di hockey femminile su prato. Manifestazione, questa, così schiacciata dalle priorità agonistiche che il presidente federale Luca Di Mauro dal rifugio dell' Acquacetosa assediato dai nuotatori ha alzato la mano per dire: «Stiamo vivendo da ospiti degli ospiti, ma in questi Europei ci stiamo giocando la qualificazione alle Olimpiadi di Londra». Nell' angusto spazio temporale ricavato tra gli eventi sportivi italiani a Bressanone, seconda settimana di luglio, si sono disputati i mondiali allievi di atletica leggera e in Val Canali, nel Trentino, gli imperdibili mondiali juniores di orientamento, che comunque radunano 400 atleti da 37 paesi del mondo. A fine agosto, proseguendo con il calendario senza respiro, a Milano ci saranno gli Europei di canoa su acqua piatta e nella prima settimana di settembre i Mondiali di pugilato dilettanti. A seguire, si apriranno i Mondiali di baseball: la prima fase si disputerà nel resto d' Europa, la seconda toccherà 17 città italiane e la finale si giocherà a Nettuno, 40 minuti a sud della capitale. Sempre a settembre sono previsti i Mondiali di corsa in montagna, a Sondrio. I Mondiali under 20 di hockey su pista, questi a Bassano del Grappa, chiuderanno a ottobre una corsa sportiva che si era aperta a inizio primavera a Torino con gli Europei indoor di atletica. Ecco, alle spalle, solo quest' anno, abbiamo lasciato le organizzazioni di Europei di ginnastica artistica e di tuffi, i Mondiali di beach tennis e gli Europei di beach soccer, ma anche manifestazioni di prima fila per sport olimpici come il curling e il badminton e di discipline rappresentate da federazioni europee come la lotta sambo (a maggio si sono disputati i campionati continentali a Milano). Solo nel 2009, tra Europei e Mondiali, juniores o senior, all' aperto o indoor, l' Italia ha organizzato 25 eventi. Uno ogni due settimane. E' un fenomeno poco analizzato, ma consistente. Muove l' economia di territori e crea alleanze politicoimprenditoriali. Federazioni sportive, più spesso comuni e camere di commercio con l' appoggio di scuole sportive locali, riescono a costruire candidature in grado di ottenere consenso dalle federazioni internazionali. Nella corsa tutta italiana per prendere i mondiali di ciclismo del 2008 il forte centrodestra lombardo ha imposto Varese contro l' alleanza composita tra la Provincia di Lucca (centrodestra) e la Regione Toscana (centrosinistra), che aveva allungato la candidatura di Peccioli (territorio pisano) per l' anno successivo. Dalle regate della Louis Vuitton Cup di Trapani, estate 2005, ad oggi l' Italia ha ottenuto l' assegnazione di 59 "big events" con il picco, appunto, dell' anno in corso: 25 tra Mondiali ed Europei dei quali sei organizzati a Roma, cinque a Milano, tre a Torino. Secondo uno studio Coni in Europa siamo, insieme alla Germania, il maggior organizzatore di eventi sportivi di qualificazione olimpica. Milano, si diceva. La giunta Moratti per il 2009 ha definito 40 appuntamenti per 24 discipline diverse trasformando la città nella "capitale europea dello sport". Roma dal canto suo, grazie anche all' intensa attività di Walter Veltroni nel corso del doppio mandato da sindaco, ha ottenuto appuntamenti di prima fascia: i mondiali di nuoto in corso, ma anche la finale di Champions League dello scorso maggio e, per settembre 2010, la fase finale del mondiale di volley. In Italia il giro d' affari del mercato dello sport è di 30 miliardi di euro, solo il turismo sportivo è stimato in 5 miliardi. Di qui, la corsa alla candidatura. Nel 2009 il Comune di Milano ha stanziato 30 milioni per ristrutturare 24 impianti, compreso l' adeguamento dello stadio San Siro e la riapertura della storica piscina Cozzi. A Roma, in questo abbraccio dei "big events" tra il 2009 e il 2010 (la candidatura del basket 2014 si è invece fermata contro la Spagna), si è tentato uno sforzo urbanistico imponente, secondo solo al grande piano delle Olimpiadi 1960. Si è immaginato un nuovo polo sportivo nella periferia Est della città, Tor Vergata, e lo si è affidato per la progettazione a un' archistar come Santiago Calatrava e per la realizzazione a un colosso come Vianini (Caltagirone). Quindi si sono ideati tre nuovi poli acquatici ora legati alle università (Pietralata e Valco San Paolo), ora alla federazione nuoto (Ostia), e parallelamente si è aperta la partita del rinnovamento del già ampio parco di piscine private cittadine (17 impianti per 29 vasche nuove). L' ambiziosa idea, che ha fatto muovere 900 milioni di euro, con il cambio di gestione amministrativa è franata: la giunta Alemanno, infatti, ha definanziato e congelato il superprogetto di Tor Vergata, che oggi ha un costo preventivato di 600 milioni. I cantieri dei poli universitari e federali sono partiti in ritardo e senza le progettate foresterie mentre le troppe forzature del commissario straordinario Claudio Rinaldi hanno portato al sequestro di quattro impianti privati. Solo per l' organizzazione dell' evento il Comitato organizzatore di "Roma 2009" ha approvato una spesa da 45 milioni, ma sull' "extrabudget" di 68 milioni il Comune si è astenuto. Tra gli sponsor, IntesaSan Paolo ed Enel hanno contribuito alla realizzazione dei mondiali di nuoto con 2,5 milioni a testa. I Giochi del Mediterraneo, altra storia complessa, hanno vissuto una lunga fase di scelte bloccate da un consiglio di amministrazione pletorico (oltre 80 persone) e uno scontro politico tra la Forza Italia d' Abruzzo, rappresentata dal presidente dell' hockey Sabatino Aracu, e il centrosinistra in Regione e nella città di Pescara. Più volte il Comitato internazionale ha minacciato di togliere i Giochi all' Italia, poi le inchieste della magistratura sulla giunta Del Turco e il sindaco Luciano D' Alfonso hanno spianato la strada al commissario Mario Pescante e alle sue scelte non più discutibili. Il terremoto dell' Aquila ha fatto liberare dal governo le ultime risorse, necessarie per un evento costato alla fine 70 milioni. Poi ci sono le scelte di potere, gli uomini imposti. Proprio per i mondiali di volley del 2010 il banchiere Franco Carraro, una storia di dirigenza sportiva lunga e contestata, ha chiesto e ottenuto dal sottosegretario Gianni Letta che alla direzione generale fosse insediato Francesco Ghirelli, braccio destro di Carraro nella Federcalcio travolta da Calciopoli. Ecco, il grande filtro costituito da lentezze burocratiche, contrasti politici e scelte di potere spesso trasforma i nostri grandi eventi sportivi in organizzazioni scadenti con il bilancio in rosso. I comitati organizzatori dei mondiali di canottaggio (Milano 2003) e degli Europei di basket femminile (Chieti 2007) stanno pagando cambiali ancora oggi, per dire. Il risultato di questa grande spinta alla candidatura a fronte di un sistema paese autolesionista è che otteniamo praticamente tutti gli eventi mediopiccoli, riusciamo a spuntare attraverso un' oliata rete di relazioni internazionali qualche manifestazione importante (nuoto e volley, di recente), ma perdiamo con una sistematicità preoccupante gli eventi sportivi planetari (vedi box). Non ci arrendiamo, però. Per il decennio entrante (20102020) sono già pronte altre 18 candidature. La giunta Alemanno vuole portare a Roma nel 2012 un gran premio di Formula Uno, e Bernie Ecclestone ha abbracciato la suggestione. Firenze chiede i mondiali di ciclismo nel 2013. Cortina vuole i mondiali di sci alpino nel 2015 o, in alternativa, nel 2017 dopo aver perso quelli del 2013. Genova si candida al Festival olimpico della gioventù europea, sorta di olimpiade per teenagers. Salendo di tono, la Federcalcio ha chiesto gli Europei di calcio del 2016 e ci sono addirittura tre ipotesi di candidatura per le Olimpiadi del 2020. La Lombardia e Milano, quindi Napoli, ma soprattutto Roma. Il sindaco Alemanno sta costruendo un gruppo di lavoro che potrebbe portare, a giorni, all' annuncio della candidatura ufficiale.
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CORRADO ZUNINO