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Con Errani l' Emilia nella segreteria Pd

AS O R P R E S A D a r i o Franceschini chiama Vasco Errani a Roma nella segreteria del Pd. Il presidente della Regione è uno degli otto dirigenti che faranno parte della squadra stretta del segretario reggente del Pd, un organismo di partito che si riunirà una volta alla settimana. LA NOTIZIA che è stata data ieri sera dallo stesso Franceschini è arrivata inaspettata per molti dirigenti democratici lungo la via Emilia. Di Errani, infatti, come del segretario regionale Salvatore Caronna si parlava per un possibile ingresso nella direzione politica, l' organismo di 30-40 persone che avrebbe dovuto fissare la linea fino al congresso fissato per ottobre. E invece il governatore dell' Emilia-Romagna Errani è stato chiamato nella segreteria, l' organismo esecutivo che lavorerà a stretto contatto con il segretario. Con lui ci sarà anche il sindaco di Torino Sergio Chiamparino e sei dirigenti locali. Una novità che probabilmente costringerà Errani a rivedere i suoi progetti locali. Il governatore dell' Emilia Romagna, 54 anni, da dieci a capo della giunta regionale e dal 2005 anche Presidente della conferenza delle Regioni, è infatti alle prese con un delicato rimpasto della sua squadra dopo le dimissioni di Flavio Delbono che si è candidato a sindaco di Bologna e la prematura scomparsa dell' assessore Paola Manzini. E il nuovo impegno romano finirà per pesare almeno nella scelta del vicepresidente. Anche perché nella segreteria nazionale del Pd Errani, dalemiano a 24 carati e legatissimo a Pierluigi Bersani che qualche settimana fa aveva annunciato l' intenzione di candidarsi a segretario al prossimo congresso, è uno dei personaggi di maggior peso con Chiamparino e con Maurizio Migliavacca, responsabile dell' organizzazione e molto vicino all' ex segretario dei Ds Piero Fassino. E' stato lo stesso Franceschini ieri sera a chiarire le ragioni della sua scelta. C' era necessità di fare in fretta perché mancano cento giorni alle elezioni europee, ha spiegato, e ho scelto nomi nuovi per il vertice del partito e persone molto legate ai territori locali. Franceschini ha aggiunto che riunirà periodicamente anche il coordinamento dei segretari regionali. E nei prossimi giorni sceglierà i responsabili delle aree tematiche che sostituiranno il governo ombra nominato da Veltroni. Tra i prescelti dal segretario a temine, non c' è, per ora, Sergio Cofferati, il sindaco di Bologna che proprio ieri in un' intervista su La Stampa aveva detto di esser a disposizione di Franceschini «per dare una mano in qualunque ruolo compatibile con le mie scelte familiari», anche se non è affatto detto che Cofferati pensasse a un ruolo di quel tipo. Il Pd bolognese, intanto, si prepara alle elezioni comunali del 6 e 7 giugno e sta mettendo a punto le candidature in vista di un appuntamento che ritiene decisivo. Nella lista del Pd per palazzo d' Accursio, in particolare, il partito si prepara a schierare tutti i suoi big a cominciare dal segretario Andrea De Maria che quasi certamente farà il capolista. Non dovrebbero mancare Virginio Merola e Maurizio Cevenini che alle primarie avevano sfidato Delbono, l' attuale capogruppo in Comune Claudio Merighi e il vicesindaco Giuseppe Paruolo. C' è anche chi immagina De Maria nel possibile ruolo di vicesindaco, ma l' ipotesi viene smentita categoricamente in via Rivani con un secco: «Non esiste». - LUCIANO NIGRO