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Ranieri, Mourinho e Ibra e le sfide dei destini incrociati

Per ritrovarsi. O per vendicarsi. Il sorteggio incrocia un bel po' di storie e personaggi, è una fitta trama che ritorna, un racconto che cerca nuove pagine. Tra gli intrecci più stretti: Ranieri che torna a Londra contro il suo Chelsea, Mourinho che rivede il suo grande rivale Ferguson, Ibrahimovic che vorrebbe il Pallone d' Oro di Cristiano Ronaldo, Spalletti che è sempre in Inghilterra, oh yes. (Ma non dispiacciono neppure le sfide Del Piero/Drogba, Totti/Fabregas, Buffon/Cech: gli ottavi di Campions non si faranno mancare nulla). Mister Juve. Quattro anni a Stanford Bridge, dove fu il primo allenatore di Roman Abramovich. Poi Ranieri venne sostituito con Mourinho. «La mia Juve non parte battuta, anche se i favoriti sono loro. Il Chelsea è progettato per vincere la Champions: se non ci riesce è un disastro. Posso solo ringraziare il mio ex presidente: con lui, per la prima volta in carriera ho avuto la possibilità di scegliere giocatori che costavano parecchio, purché fossero i migliori. La tripla sfida tra Italia è Inghilterra è molto affascinante: vediamo a che livello è il nostro calcio». Regalo di Natale. L' ineffabile Mourinho ha accolto il sorteggio con un entusiasmo lievemente eccessivo, ma questo rientra nel suo stile: «Volevo il Manchester e sono stato accontentato. Cercavo l' avversario più forte: gli inglesi sono campioni d' Europa, tra qualche giorno possono diventare campioni del mondo, hanno in squadra il Pallone d' oro e li allena un tecnico super come Ferguson. Che dire di più?». Tra Mourinho e il baronetto da vent' anni sulla panchina dei rossi, i precedenti sono favorevoli al portoghese, che tra l' altro cacciò il suo rivale dall' Europa quando guidava il Porto. «Quella volta, Josè fu più fortunato: ora spero di esserlo quanto lui, in ogni caso è sempre bello ritrovarlo come avversario. Si tratta di un ottimo allenatore, un uomo dalla spiccata personalità: con lui sono sempre andato d' accordo». Ragazzi d' oro. Se non è il più forte di tutti, è sicuramente il più premiato. Cristiano Ronaldo, anche lui portoghese, ha appena stravinto il Pallone d' oro nell' edizione che ha umiliato il nostro calcio. In queste ore sta ammaliando i tifosi giapponesi, che accompagnano le sue giocate nel mondiale per club con scenografici e un po' ingenui "ooooh" di stupore. Non parla dell' Inter, Cristiano Ronaldo, e neppure di Ibrahimovic, ma soltanto del suo futuro: «Sono un giocatore del Manchester e sono felice di restare un giocatore del Manchester. Tutto quello che si dice di me nel resto del mondo non m' interessa». Smentite, almeno a parole, le nuove ricorrenti voci su un eventuale passaggio al Real Madrid. Il suo alter ego svedese con la maglia dell' Inter sa che la vittoria del prossimo Pallone d' Oro passa per la Champions League, visto che nel 2009 non saranno in programma né mondiali né europei: dunque, se Ibrahimovic vuole detronizzare il re lo deve prima eliminare con un paio di partite d' oro. A volte ritornano. Impossibile che Luciano Spalletti abbia dimenticato quella tremenda serata a Manchester, un anno e mezzo fa (7-1), ma neppure può scordare come si sia appena lasciato alle spalle il Chelsea. Contro l' Arsenal, già affrontato e non battuto cinque anni fa, sarà un' altra storia: «L' impresa di passare il turno è fattibile: l' Arsenal è molto forte, però lascia giocare: possiamo vincere». Anche Arsène Wenger, l' allenatore francese dei londinesi, immagina una sfida aperta tra due società che si somigliano e credono nei giovani: «Prevedo due gare dominate dall' equilibrio». Per Rosella Sensi, «l' Arsenal è il peggior avversario possibile ma ce la giocheremo», mentre Totti sembra già caricatissimo: «Queste sono le gare più affascinanti, e comunque non esistono avversari deboli». C' è un pensiero anche per Del Piero: «Per battere il Chelsea come abbiamo fatto noi, gli basterà giocare come contro il Real Madrid». - MAURIZIO CROSETTI