ROMA - Un consiglio dei ministri lampo ha approvato ieri la manovra triennale 2009-2011 per 35 miliardi. «Ci abbiamo messo 9 minuti e mezzo», ha calcolato il ministro dell' Economia Giulio Tremonti, circa 40 minuti dice invece l' orologio dei cronisti. Senza nascondere l' intento di stupire Silvio Berlusconi è sceso ieri in sala stampa accompagnato dal titolare di Via Venti Settembre per annunciare la mastodontica operazione di correzione dei conti pubblici che ha l' obiettivo «ineludibile» di riportare il bilancio in pareggio nel 2011: «Avevamo due strade: o aumentare le tasse mettendo le mani nelle tasche dei cittadini oppure ridurre le spese, e questo abbiamo fatto», ha commentato il presidente del Consiglio aggiungendo di «aver chiesto ai ministri di fare sacrifici». Di fatto il governo ha varato il Documento di programmazione economica, un decreto legge di tagli e tasse e un disegno di legge di riforme, dalle liberalizzazioni alle semplificazioni. Il varo si è limitato alla cosiddetta «copertina»: l' esame, durato pochi minuti, dunque non è sceso nei dettagli che sono stati affrontati in lunghe riunioni tecniche notturne dove si è deciso quali articoli sarebbero andati nel decreto e quali nel disegno di legge. A far slittare l' intera giornata e a ridurre i tempi la questione dei fondi per Roma: un lungo braccio di ferro con la Lega che ha provocato lo slittamento di due ore del consiglio dei ministri. La sostanza resta tuttavia quella di un centinaio di articoli che anticipano la manovra Finanziaria 2009 per 13,1 miliardi: il peso delle tasse, per petrolieri, banchieri e assicuratori sale e arriva a toccare i 4 miliardi. I tagli investono enti locali, sanità, pubblica amministrazione e ministeri: si rischia tuttavia il ritorno automatico dei ticket sulla diagnostica dal prossimo anno se non si arriverà ad una accordo con le Regioni. «Basta con le discussioni interminabili sulla Finanziaria», ha detto Tremonti esponendo la sua road map: approvazione dei provvedimenti varati ieri prima dell' estate e intenzione di dedicare la sessione di bilancio al federalismo fiscale, delineato nel Dpef, che ha definito «la vera riforma della finanza pubblica». Confermata la Robin Hood tax che porterà il ritorno dell' Ires al 33 per cento per il settore petrolifero, la sorpresa è stato il fondo per finanziare una carta di credito per i poveri e i pensionati che potranno ritirare generi alimentari e avere sconti sulle bollette. «Destinazione sociale», ha spiegato lo stesso Berlusconi riferendosi all' utilizzazione del gettito delle nuove imposte sulle compagnie. Tra le misure annunciate da Tremonti, c' è un intervento piuttosto rilevante sui fondi strutturali ma tra quelle menzionate figurano anche il piano per la casa, la liberalizzazione delle aziende locali, la trasformazione delle università in fondazioni. Sul piano delle indiscrezioni sulla versione definitiva dei testi, elaborata nella notte, dovrebbe fare marcia indietro l' eliminazione delle province e delle Comunità montane, mentre si affaccerebbe un' operazione di distribuzione delle proprietà del demanio ai Comuni.
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ROBERTO PETRINI