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C' è una campagna contro il sindacato

ROMA - Vigilia infuocata per la trattativa sulla riforma dei contratti. Ieri la Cgil è andata all' attacco del governo, e in particolare dei ministri Maurizio Sacconi (Welfare) e Renato Brunetta (Funzione pubblica), accusandoli di «intrusioni» nelle relazioni sindacali, con l' obiettivo di «indebolire l' autonomia delle parti sociali e creare difficoltà ai negoziati». Di più: secondo la confederazione di Guglielmo Epifani c' è «una visione ideologica» che punta a far saltare il ruolo della contrattazione collettiva a favore dei rapporti individuali. Insomma una campagna contro i sindacati, come ha scritto Epifani nella prefazione di un libro presentato proprio ieri. Una presa di posizione durissima che rischia di esaltare le divisioni tra i sindacati e che arriva dopo il convegno di Santa Margherita Ligure dei Giovani di Confindustria dove è emersa la linea del governo per una spinta deregolamentazione dei rapporti di lavoro. Un' impostazione largamente condivisa dagli industriali e alla quale non è ostile la Cisl. Una «unanimità di vedute tra il centro destra e una parte degli imprenditori» che, però, sempre Epifani, ha definito «preoccupante». E ieri si è fatto sentire anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che così ha commentato la posizione della Cgil: «Mi sembra una tempesta in un bicchiere d' acqua. Mi pare che ci sia un eccessivo scalpitio per nulla utile al confronto, e che forse è utile soltanto per le beghe interne alla Cgil. Quando ero un giovane sindacalista, però, mi hanno insegnato che non si apre l' ombrello prima che piova. Davvero questo non mi pare un buon inizio». L' appuntamento tra sindacati e Confindustria resta confermato per oggi pomeriggio, mentre è slittato a domani quello tra Cgil, Cisl e Uil e Brunetta sulla riforma della pubblica amministrazione. Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, fisserà con Epifani, Bonanni e il segretario della Uil, Luigi Angeletti, il calendario del negoziato e il metodo che si vorrà seguire, evitando strappi e incomprensioni, tanto più in una fase economica molto delicata. L' obiettivo è di arrivare a un' intesa non prima di settembre-ottobre. Il nuovo leader di Confindustria sembra investire sul negoziato: «Da domani - ha detto ieri sera a Verona - partirà il cambiamento degli effetti contrattuali». Ma è una partita piena di incognite (come dimostra il nervosismo della vigilia), nella quale pesano anche alcune delle decisioni già assunte dal governo. Perché è fuori dubbio che la detassazione parziale dei premi aziendali legati alla produttività, per esempio, è un tassello della riforma, come ha riconosciuto lo stesso ministro Sacconi. Dall' altra parte, più passa il tempo più il sindacato stenta a mantenere una posizione unitaria. Già sugli sgravi fiscali alle ore di straordinario la Cgil è stata critica, mentre Cisl e Uil hanno apprezzato. Questione che la segreteria di Corso d' Italia ha voluto rimarcare ricordando che «gli interventi in campo fiscale, finora, non solo non hanno tenuto conto delle proposte contenute nella piattaforma sindacale unitaria, ma non hanno neppure minimamente corrisposto all' esigenza di aumentare il potere d' acquisto di tutti i lavoratori e pensionati». Un modo per dire che ben altre erano le richieste delle tre confederazioni. - ROBERTO MANIA