Sarà contento chi temeva una stagione anonima, senza traguardi per cui lottare. Invece il beffardo pareggio di Napoli ufficializza l' obiettivo della Lazio: la salvezza. E dovrà battersi per conquistarla. Le emozioni non mancheranno, come non sono mancate ieri al San Paolo, ma chi tifa biancoceleste - evitando pulsioni masochiste - ne farebbe volentieri a meno. Già guardare la classifica è un colpo al cuore: adesso il terz' ultimo posto è a due passi. Nel senso proprio di due punticini. Prospettive ribaltate in una manciata di secondi: bastava tenere palla (vero Ledesma?), con il Napoli in dieci e ormai rassegnato, e il gioco era fatto. Invece niente, tiro di quel talento puro di Hamsik all' ultimo respiro, deviazione sfortunata di Kolarov e neanche il fenomenale Ballotta di ieri riesce a evitare il gol del 2-2. Alla luce dei miracoli di nonno Marco, il pareggio sarebbe anche un risultato giusto, ma a quel punto portare a casa la vittoria era doveroso. D' altronde è una stagione così, di quelle in cui va proprio tutto storto. Però ci sono anche responsabilità del tecnico e della squadra, altroché. La difesa continua a preoccupare, ad esempio. Con i due gol di Napoli è diventata la sedicesima della serie A: solo Palermo, Cagliari e Siena hanno subito più reti. E pensare che l' anno scorso proprio la solidità difensiva era una delle caratteristiche della Lazio di Rossi. All' ultimo momento il tecnico ha dovuto rinunciare a Cribari, bloccato da un virus intestinale. Nonostante la buona prestazione individuale di Kolarov, Siviglia e De Silvestri, solo la grande giornata di Ballotta ha evitato altri gol: parate strepitose su Hamsik (due volte), Garics, Lavezzi e Dalla Bona. Ancora: in questa stagione la Lazio non ha mai vinto in trasferta. Significativo. Poi il silenzio stampa impedisce a Rossi di spiegare il motivo della sostituzione di Pandev, che aveva segnato il gol numero 13 (8 in campionato) della sua formidabile stagione. Il macedone avrebbe potuto colpire in contropiede e chiudere la gara dopo che già Ledesma (palo su punizione) e Mauri (occasione fallita davanti al portiere dopo spettacolare scambio con Pandev) avevano sfiorato il 3-1. Invece Rossi si è rifugiato nel prudente 4-4-1-1 con lo spento Rocchi, subentrato a Tare, come unica punta e Vignaroli a combattere sulla fascia destra. Il 2-2 finale mortifica la bella prova dei lottatori Behrami, Ledesma e Mutarelli. Quest' ultimo, ammonito, non giocherà a Torino contro i granata. Come Stendardo, espulso all' ultimo secondo per inutili proteste (recupero eccessivo, secondo i biancocelesti). Di sicuro, l' organizzazione di gioco della Lazio è stata apprezzata da De Laurentiis, deciso a puntare su Rossi per la prossima stagione. «Abbiamo avuto l' arbitro contro», si è lamentato il presidente del Napoli. E Lotito: «Bisogna vedere contro chi». Insomma Rocchi, il direttore di gara, non è piaciuto a nessuno. Appannato pure l' omonimo attaccante della Lazio, a digiuno da 4 partite. Faticosamente, si cerca di esorcizzare i rimpianti: settimana decisiva per la questione Carrizo e le trattative legate a Bianchi, Pablo Ledesma del Boca (nuovo obiettivo per il centrocampo), Rinaudo e Obodo.
-
GIULIO CARDONE