ARCHIVIO LA REPUBBLICA DAL 1984

Mancini & C. senza ostacoli Juve ormai troppo lontana

Se l' Inter vince anche quando meriterebbe di perdere, non c' è più trippa per gatti. Ed è una vittoria che può far male all' Inter più di un pareggio o di una sconfitta. S' infoltirà il partito di chi vede nell' Inter una Juve senza Moggi. Sai le polemiche. L' episodio del rigore non è chiarito dalla moviola. Non si capisce se Couto abbia colpito di testa e poi il pallone gli sia andato sul braccio, o solo col braccio. In questo caso avrebbe ragione l' arbitro, che sul piano disciplinare, peraltro, qualche sconto all' Inter l' ha fatto. Come gioco il Parma, che ha subito il terzo gol quand' era in 9 (Couto espulso, Dessena in barella) è stato superiore all' Inter. Perdere partite del genere, quando si ha fame di punti e si mette alle corde la prima della classe, è terribile. Altre considerazioni. 1. La nebbia sembrava dovesse impedire la partita. È rimasta nelle teste o nelle gambe degli interisti, dopo un avvio martellante. Il Parma ha giocato bene sulle fasce, ha sprecato nel secondo tempo clamorose situazioni di contropiede in superiorità numerica (Reginaldo e Gasbarroni i responsabili), ha lottato lucidamente coi suoi centrocampisti, da Morrone a Cigarini, da Pisanu a Dessena. L' Inter stava a guardare, senza ritrovarsi. Cambiasso predicava nel deserto, Ibrahimovic era particolarmente indisponente e inutile, eppure questo è il calcio: alla fine la firma sulla vittoria è sua. Al Parma i complimenti sembreranno carta vetrata. Due ottime partite (Fiorentina e Inter), zero punti. Pure, il suo messaggio non è trascurabile: anche l' Inter può essere battuta. 2. Il risultato più importante (non il più giusto) è quello di Udine. Il Milan toglie tre punti a un' avversaria diretta e vedrà mercoledì con l' Atalanta se la rincorsa alla zona Champions ha fondamento. Il Milan usciva da una settimana strana: all' esultanza per il debutto di Pato e la goleada al Napoli era seguita l' eliminazione dalla Coppa Italia col Catania. Di qui, frasi discordanti. Anche a questa coppetta il Milan teneva (Braida). No, più che altro era un fastidio (Ancelotti). Non credo che a Bergamo il Milan partirà col Ka-Pa-Ro, uso quest' orribile acronimo per brevità. Non sul campo di una squadra molto forte atleticamente e motivata dal grave stato di salute del presidente Ruggeri (tanti auguri, a nome di chi ama il calcio pulito). 3. Ronaldo, per quanto poco mobile, del trio brasiliano è stato il più pericoloso. Kakà ha stentato a trovare la posizione e se l' è presa con Seedorf, troppo avanzato a suo parere. Pato è stato marcato benissimo da Zapata e Lukovic, ma il piede nell' azione del gol l' ha messo, come pure il tacco Kakà. Ma il gol è di Gilardino, frettolosamente fatto scendere all' ultimo posto nella scala dei valori degli attaccanti. In 8' Gilardino ha fatto più di Pato, che sicuramente vale parecchio e al Milan resterà tanti anni, ma non conviene a nessuno caricarlo di troppe attese. L' Udinese ha giocato una gran partita, il migliore del Milan è stato Kalac, il gol del Milan è nato da un errore in disimpegno di Obodo, al rientro dopo mesi. L' Udinese è stata abile e pericolosa finché ha avuto fiato, il Milan poco veloce in attacco e molto penalizzato dall' assenza di Pirlo, che non ha controfigure. Ambrosini ci ha messo molta volontà, ma non è la stessa cosa. 4. Nella domenica in cui il Milan ha più speranze, la Juve si chiama fuori dalla corsa scudetto. Con la Samp poteva anche vincere, ci è andata vicino ( due salvataggi sulla linea, uno con sospetto di gol), ma il discorso sarebbe rimasto lo stesso: Inter e Roma sono meglio attrezzate. Le difficoltà di Catania si sono riproposte con la Samp (un palo per parte). Senza Cassano, Mazzarri si è votato più a contenere la Juve, cominciando col bloccare le corsie esterne e raddoppiando la marcatura su Zanetti, che a cercar gloria in avanti. A metà strada, il terzo posto con 37 punti (miglior risultato per una neopromossa da quando la vittoria vale 3 punti, dopo quello del Chievo) è un' ottima cosa, specie se le scelte sul mercato estivo sono state sconfessate dal campo. In sostanza, non è che Ranieri faccia le nozze coi fichi secchi, ma quasi. L' assenza di Camoranesi pesa e Del Piero non può sempre metterci una pezza. 5. Con Vucinic al posto di Totti e mezza difesa fuori uso, la Roma non sottovaluta il Catania (e fa bene). È una squadra in salute, s' era già visto col Torino, e gioca a memoria. Non è una novità. Dovrebbe avere più concretezza nel tiro, anche questa non è una novità. Prezioso, dopo un periodo così così, Giuly, ma non è da sottovalutare in questo scorcio il buon rendimento di Doni. Di grave c' è che continuano gli accoltellamenti nei pressi dell' Olimpico. Oggi se ne occuperà l' Osservatorio del Viminale. La Lazio a Napoli s' illude fino ai minuti di recupero, quando un prodigioso Ballotta deve arrendersi a una deviazione su tiro di Hamsik. Dell' arbitraggio entrambi i presidenti sono scontenti, ma il risultato sembra giusto. Può sorprendere la sconfitta interna del Palermo (la terza in sette giorni, non gliene va dritta una), ma fino a un certo punto. Il Siena aveva messo in difficoltà l' Inter, è squadra aggressiva, di temperamento, a immagine del suo tecnico Beretta. Sofferta ma illuminata da due bei gol (Brienza, arrivato mercoledì, e Cozza) la vittoria della Reggina sul Cagliari, sempre più candidato alla B. Ma manca mezzo campionato e non si può mai dire: il Livorno sembrava spacciato, e con Camolese vola. 6. La Fiorentina scavalca l' Udinese e avvicina la Juve, ma non pare in un momento felicissimo. Cairo dà del cascatore a Mutu. Bella scoperta, si sa da un pezzo. A Genova l' Atalanta merita di vincere (3 pali, il 2-0 annullato per fuorigioco inesistente). Grande fairplay di Figueroa che va a dire all' arbitro: ho toccato io, non è calcio d' angolo. Ma l' arbitro non cambia idea e su quell' angolo Figueroa segna di testa. Meno sportiva una gomitata di Sculli ignorata dall' arbitro. - GIANNI MURA