18 novembre 2007 —
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sezione: POLITICA ESTERA
Dopo il fallito attentato a una nostra colonna di mezzi, arriva l' attacco al cuore del comando Nato a guida italiana. Cinque razzi sono stati lanciati ieri notte dai Taliban nell' aeroporto di Herat, e i guerriglieri, subito dopo, hanno anche rivendicato l' offensiva. Non ci sono stati feriti, ma il boato delle esplosioni è stato avvertito fin dentro le camerate dei militari di stanza nel quartiere generale del Regional Command West della missione Isaf, guidato dal nostro generale Fausto Macor. Italiani ancora sotto attacco in Afghanistan. E italiani sempre più impegnati in scontri a fuoco con gli studenti coranici nella provincia di Farah, in quella che era una delle aree più tranquille del Paese. I Taliban, stretti nella morsa a Sud dall' offensiva della Nato, si stanno infiltrando a Ovest nel territorio guidato dai nostri soldati. Aggressioni e sparatorie contro i militari della coalizione internazionale sono sempre più frequenti. E qualche giorno fa, alcuni elicotteri italiani Mangusta sono dovuti intervenire per aiutare una pattuglia di americani nel Gulistan aggredita dai guerriglieri. Non è chiaro se i nostri uomini abbiano partecipato alla sparatoria, ma il loro intervento è stato decisivo per salvare la vita degli alleati. «Il livello di allarme è aumentato - spiega il sottosegretario alla Difesa, Marco Verzaschi - i Taliban stanno intensificando gli attacchi prima della forzata tregua invernale». Il lancio di missili contro l' aeroporto di Herat ne è una dimostrazione. I guerriglieri sono entrati in azione alle 23 di venerdì, riversando cinque razzi di fabbricazione cinese in una zona dello scalo a ridosso di un caseggiato occupato dalle forze di sicurezza afgane. A pochi metri dai militari italiani che collaborano alla gestione della base logistica avanzata. E a poca distanza dal quartier generale del comando Ovest dell' Isaf. «Siamo stati noi, l' obiettivo erano i militari della Nato», hanno rivendicato i Taliban. Gli studenti coranici sembrano galvanizzati anche dalla situazione di instabilità del vicino Pakistan, che ha distratto i militari di Musharraf che combattono i ribelli nelle zone di confine dell' Afghanistan. Gli attacchi, così, si moltiplicano. Secondo l' intelligence italiana nel primo semestre di quest' anno, a Farah e a Herat, sono avvenuti sedici eventi terroristici significativi, con una tendenza al peggioramento nelle ultime settimane. Mentre a sud prosegue la guerra tra le forze della coalizione internazionale a comando americano (Enduring Freedom) e i ribelli. Ieri, due soldati canadesi del contingente sono stati uccisi e altri tre feriti in un agguato avvenuto nell' Helmand. La risposta non si è fatta attendere: sempre in quest' area, i militari dell' Alleanza hanno ucciso 23 Taliban. per saperne di più www.afgana.org www.pajhwak.com www.dailystar.com.lb Le missioni italiane
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ALBERTO MATTONE