Nicola Savino, ha saputo? Le tariffe dei taxi milanesi aumentano di quasi il 13 per cento. «Beh, bella botta, soprattutto per me che ne sono un utente assiduo. Ma, fatti due conti, credo che mi converrà continuare a esserlo». Si spieghi. «Io abito nei dintorni di viale Washington. Quando devo andare in centro posso usare l' automobile, ma poi so già che non trovo parcheggio e che quindi devo mollarla in sosta vietata, con tutti i rischi di prendere una multa. E allora mi costano meno un taxi all' andata e uno al ritorno che una contravvenzione. Certo che il 13 per cento in più...». Trova i taxi di Milano cari? «Sì, sono di sicuro più cari che a Roma, dove non sono mai riuscito a spendere più di 12 euro pur impegnandomi, a New York e a Londra». E secondo lei che motivo c' è? «Credo culturale. A Milano siamo convinti che con l' auto si possa e si debba arrivare dappertutto, piazza Duomo compresa. Per cui intasiamo ogni strada e rallentiamo il traffico anche dei taxi. Non solo: per lo stesso motivo consideriamo i taxi un lusso, qualcosa che si può anche pagare tanto perché è chic. All' estero invece c' è molto più la concezione dell' auto pubblica, cioè di quella che ti deve portare da un punto a un altro della città, e a prezzi convenienti». Altri difetti dei taxi milanesi? «Beh, di certo che a volte è impossibile trovarne uno alle 8 di mattina e nelle ore di punta». Lei ha delle proposte? «Mi piacerebbe che ci fossero gli ausiliari del taxi, oltre che di quelli della sosta. Cioè degli autisti che possono guidare solo nelle ore di maggior traffico, che so dalle 8 alle 11 e dalle 18 alle 20, per dire. A quel punto si sopporterebbe meglio il tutto. Però mi faccia dire una cosa». Prego. «Non voglio apparire come un nemico dei taxi. Con tutti i loro difetti, di cui abbiamo parlato, sono un servizio indispensabile. Non solo per l' utilità in sé, ma anche per l' umanità dei tassisti. La chiacchiera con loro mentre guidano è un piacere irrinunciabile». Addirittura? «A parte l' ultimo che ho trovato: eravamo in auto io e Flavia Cercato, che conduce con me una trasmissione in Rai, e ci ha fatto un monologo di un' ora e mezza sulla politica spiegandoci perché aveva smesso di votare con la fine della Dc. Ma la maggior parte è simpatica davvero».
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LUIGI BOLOGNINI