A Pescara due agenti della Stradale aggrediti e costretti a fuggire. La vettura bruciata con una bomba carta. Quella vettura è un pezzo di Stato. Presidente De Laurentiis, che pensa di chi soffoca il suo Napoli con la più ottusa delle violenze, e di queste sporche dozzine che girano l' Italia con le insegne del suo club? Sono ragazzi senza Stato e senza domani. I politici insegnano come nascondere l' emergenza criminalità: basta invocare «più uomini e più mezzi», magari in ogni angolo e in ogni ora; basta subissare il Viminale e il ministro di turno con appelli, denunce, interrogazioni. Come se sicurezza, civile convivenza, rispetto delle regole fossero possibili solo se non in una città militarizzata che protegge gli onesti come in una caserma ed esorcizza i delinquenti come in un carcere. Neanche uno stadio può diventare caserma o carcere. La polizia deve fare sempre meglio e di più, certo. Le altre questure si organizzino, molte sono meno attrezzate e previdenti di Napoli. Né si può trascurare l' effetto droga. Oltre i varchi, ai tifosi già entrati nelle curve se ne chieda ragione. Polizia, carabinieri e finanza hanno cani addestrati. Si faccia rispettare poi il decreto Pisanu, se gli stadi sono insicuri che non aprano. A che punto è il San Paolo? Ma qualcosa dica il calcio. Il Napoli è stato rifondato con l' entusiasmo ed il coraggio di un imprenditore puro, che portò in una Federazione chiacchierata voglia di legalità, danaro pulito, scintille di modernità. è per questo che dalla società più corretta e innovativa, nella città più afflitta da frange di tifo deviato, si aspetta il contrario di quanto fa. Il silenzio è un velo intollerabile di pietà o di complicità. Un presidente che si irrita perché la sua voce è coperta in video da scene di violenza non salva così la città o il club. De Laurentiis non imiti i politici. Non difenda Napoli dalla verità. L' ipocrisia risparmi almeno le società di calcio. Nessun giocatore, nessun tecnico, nessun dirigente ha finora detto: questi non sono nostri tifosi, non meritano le nostre bandiere e le nostre vittorie. Vengono da fortini di camorra. Masseria Cardone, Secondigliano, Sanità, Quartieri, Rione Traiano. Tra di loro vi sono le sentinelle delle fonti di spaccio. I rapinatori. Quelli che riempiono le pagine di cronaca nera, le notti di paura, la città di vergogna. Almeno negli stadi si può tentare di isolarli? Se una società paga in pochi mesi 166 mila euro di ammende, se rischia di giocare sabato a porte chiuse, deve uscire dal suo cono d' ombra. E dire da quale parte sta. Caro De Laurentiis, può completare il suo meraviglioso progetto?