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Totti & C. a scuola per salvare vite

Tutti a scuola di defibrillazione. Anche la squadra di calcio della Roma. Spalletti, Totti, De Rossi, Perrotta & company ieri, prima di entrare in campo per l' allenamento, hanno assistito infatti al corso di addestramento per la rianimazione cardiorespiratoria e per l' uso del defibrillatore. Corso rivolto ai dirigenti sportivi, allo staff medico, ai massaggiatori, organizzato dalla Fondazione Giorgio Castelli Onlus e dall' Ares 118. E presto, forse già in settimana, sarà il turno dei colleghi della Lazio. L' iniziativa, che vuole sensibilizzare le società sportive, quelle maggiori così come quelle più piccole, alla tutela della salute dei giovani che fanno sport e che si batte soprattutto perché a bordo campo siano presenti tutti gli strumenti per poterli rianimare in caso di necessità, è stata fortemente voluta da Vincenzo Castelli, fondatore della Onlus che porta il nome di suo figlio Giorgio. Giorgio, lo scorso 24 febbraio, a soli 16 anni è stato stroncato da un arresto cardiaco sul campo di calcio del Real Tor Sapienza. Dopo uno stop di petto si è accasciato a terra tra le braccia del gemello Alessio e del fratello maggiore Valerio, studente di medicina, che avevano tentato di soccorrerlo. Ma quando è arrivata l' ambulanza con a bordo tutti gli strumenti necessari, per Giorgio non c' era più niente da fare. «Solo quest' anno hanno perso la vita sui campi da gioco quattro ragazzi - ha spiegato Vincenzo Castelli, che per altro è medico ospedaliero - Mio figlio, un giovane in Umbria a luglio, uno all' Aquila a settembre e la settimana scorsa un altro in Campania, ma il fatto non ha avuto molta risonanza perché c' era lo sciopero dei giornalisti». Avere i defibrillatori accanto al rettangolo di gioco e qualcuno che sappia usarli in alcuni casi può salvare una vita. «Per Giorgio sarebbe stato così. Questi macchinari resuscitano il 40 per cento delle vittime - continua - Per questo abbiamo dato vita ai corsi, del tutto gratuiti, realizzati grazie alla disponibilità e alla professionalità dell' Ares 118». «Anche questo è un modo per svolgere un servizio di emergenza a 360 gradi - prosegue il discorso il direttore generale dell' Ares 118 di Roma, Vitaliano De Salazar - E poi c' è un valore aggiunto visto che nasce da una vicenda umana particolare e sofferta. L' Ares è anche questo e così dimostra che le istituzioni sono vicine ai cittadini». Per quanto riguarda i defibrillatori, per ora ne sono stati messi a disposizione 16 (donati da ditte private o acquistati con collette). Presto però entrerà in campo anche la regione Lazio e a fine mese, insieme al sindaco Walter Veltroni, la Fondazione Giorgio Castelli ne consegnerà altri. Dal canto suo il Campidoglio è intervenuto con una delibera comunale che ha reso obbligatoria la presenza dei defibrillatori in tutte la strutture sportive comunali. - CLARIDA SALVATORI