Caparezza, Sud Sound System, Folkabbestia, Orchestra di piazza Vittorio. Capodanno, insomma, come una giostra di parole argute, canti a più lingue e ritmi. In piazza Libertà, dalle 22,30 all' alba, il lungo concerto a quattro (presentato da Antonio Stornaiolo) per l' ultimo giorno dell' anno è firmato dal Comune. Con un felice ritorno sulla scena. Caparezza, che fine ha fatto? «Mi sono dedicato a un processo simile alla tanatosi degli insetti, che quando sono in pericolo simulano la morte. Quando tutto è passato fanno il gesto dell' ombrello». Pericolo scampato? «Sì sono nella fase del gesto dell' ombrello, ho finito di scrivere le canzoni del nuovo album. Ma rimango dentro il mio hangar. Dove avvengono angherie, insomma». Gioca continuamente con le parole, difficile frequentarla. «Sono della stessa opinione anche i miei amici. Gioca con le parole, mi dicono, ma lascia stare i santi». Cosa avrà voluto dire e, soprattutto, quando esce il prossimo disco? «Finiamo di registrare a gennaio. S' intitolerà "Habemus capa", anche gli stessi amici mi consigliano capam, che è la versione latina corretta che a me piace meno». Un titolo vagamente da Vaticano per il disco. Preferisce evitare domande sul papa? «Sì, anche perché nessuno fa al papa domande su di me. Quindi, non mi sembrerebbe paritario». Meglio il Capodanno, allora. «Sì, suonerò con la mia band ufficiale e con un paio di amici che verranno a fare una sorpresa al pubblico». Chi sono? «Non posso ancora dirlo perché non li ho ancora avvisati. Devo decidermi a farlo prima che lo leggano sui giornali». Canterà brani da "Habemus capa"? «Sì. Probabilmente quello che dà il titolo all' album, mentre per il pezzo forte, "Torna catalessi", ci vorrebbe l' Orchestra». Quale Capodanno ricorda? «Uno in cui avevo sei anni e giocavo a tombola. Poi quelli in piazza a Bari ma essendo demofobico (la folla mi spaventa) ho pensato che sarebbe stato meglio salirci su quel palco». Come passa il Natale Caparezza? «Quest' anno ho passato molto tempo nel mio antro circondato dai miei piatti per i vinili in un' epoca in cui il supporto non ha più senso. Penso che il 2006 sarà l' anno del non-supporto. Sparirà anche il cd e rimarrà la musica». E sarà anche l' anno del suo nuovo disco? «Speriamo che vada bene. Il mercato è in crisi e non ho battuto il ferro quando era caldo. Riapparire dopo un anno e a tre anni dalle "Verità supposte", in fondo, è come ricominciare».
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ANTONELLA GAETA