Fino all' ultimo, venerdì sera, sembrava che il posto di Claudio Scajola nel nuovo governo Berlusconi dovesse essere quello di Ministro delle Infrastrutture. Poi è prevalsa la tesi, dicono sostenuta dallo stesso Lunardi, che far salire un altro sul treno in corsa di un simile ministero sarebbe stato troppo complicato. Lunardi è rimasto al suo posto e Scajola, il Ministro imperiese, da ieri sera alle sei (l' ora del giuramento del governo Berlusconi ter) è il titolare del dicastero delle attività produttive. Prende il posto di Marzano e per la Liguria diventa l' interlocutore chiave delle tante partite aperte, dalla Ferrania alla Fincantieri, dall' acciaio di Cornigliano a Finmeccanica. Una delle sue prime dichiarazioni ufficiali, ieri Scajola l' ha dedicata proprio alla Liguria. Dice: «Rivolgerò la mia massima attenzione anche alla Liguria. So bene che nella mia terra ci sono aree di crisi che preoccupano, ma ci sono imprese di grande prestigio, ci sono opportunità di crescita nell' industria, nel terziario e nel turismo. Ci sono soprattutto gli uomini e le idee per far diventare l' arco ligure un vero e proprio laboratorio, da cui far partire un forte segnale per il rilancio del sistema produttivo di tutto il paese». E in questo senso Scajola diventerà l' interlocutore anche del nuovo presidente della Regione, Claudio Burlando. Tra i primi a far sapere che ritiene positiva la nomina di un ligure in un Ministero chiave per l' economia, è stato ieri sera il presidente dell' Associazione Industriali di Genova, Marco Bisagno: «Scajola - dice tra l' altro - ha un piglio decisionista che è necessario in questo momento». Poi i telefoni delle redazioni hanno squillato incessantemente per le chiamate di chi, nel centrodestra, voleva sottolineare la propria soddisfazione perché sarà un ligure a guidare la partita decisiva nel tentativo di rilancio del governo. Dagli uomini di Forza Italia più vicini al Ministro, come Renzo Muratore, Pasquale Ottonello o Pierluigi Vinai, consigliere di Fondazione Carige, Luigi Morgillo (ex assessore regionale e oggi consigliere, considerato di area Scajola) fino a Giorgio Cassinelli (area liberale, della segreteria ligure di Fi) e ad esponenti di altri partiti come Gianni Plinio di An che sottolinea come la nomina di Scajola faccia aumentare il peso della Liguria a Roma.