23 gennaio 2004 —
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sezione: ECONOMIA
MILANO - Per la Parmalat targata Enrico Bondi è in arrivo un prestito di 150 milioni di euro. La liquidità servirà a ripristinare il circolante delle società operative e quindi ad assicurare il corretto svolgimento della produzione industriale che ruota intorno alla società di Collecchio. A guidare il pool di istituti sarà la Banca Popolare di Lodi che ha già messo a disposizione di Bondi la cifra di 15 milioni ma il nuovo finanziamento ha già ricevuto l' adesione di Banca Intesa, Banca Lombarda, Capitalia, Unicredito, Sanpaolo e Credem. Inoltre con grande tempestività è già arrivata anche l' autorizzazione da parte del ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano. Due fatti che hanno permesso a Bondi di dichiarare ufficialmente che «l' operazione è destinata a coprire le necessità delle società del gruppo in Italia e all' estero per quanto attiene alla gestione corrente, in attesa della finalizzazione del piano definitivo di ristrutturazione economica e finanziaria del gruppo», esprimendo soddisfazione per il via libera di Marzano. Il numero delle banche che aderiranno al prestito è comunque destinato a salire dal momento che Mediobanca, in qualità di advisor del commissario straordinario, ha già contattato una ventina di istituti che potrebbero aderire al consorzio. Per quanto riguarda il piano di ristrutturazione, invece, Bondi pensa di presentarlo al mercato non prima di marzo. Entro fine mese dovrebbe ricevere dai revisori di PriceWaterhouse una relazione affidabile sui conti del gruppo sulla base della quale verrà elaborato il piano. La Lazard, l' altro advisor del commissario straordinario, ha avviato i contatti con gli esponenti dei bondholder internazionali per fare in modo che la situazione non si sfilacci prima che venga messa sul tavolo una proposta valida per tutti i creditori. Ma non sarà facile, come dimostra l' azione legale che è stata avanzata presso la corte di New York dagli avvocati degli investitori che sono rimasti impigliati nella Parmalat Capital Finance delle isole Cayman. Un' azione di questo tipo potrebbe mettere alcuni creditori in una posizione privilegiata rispetto ad altri e questo fatto rischia di complicare non poco il lavoro del team di Bondi. Alla fine di dicembre un incontro tra gli avvocati dello studio Gianni, Origoni & Partners, che assiste Bondi in questa delicata trattativa, con alcuni legali americani si era concluso con una sorta di stand by da parte di tutti in attesa della proposta organica a tutti i creditori. (g.po.)