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Il Polo chiama, Pisicchio risponde

Pino Pisicchio prepara l' abbraccio con la Casa delle Libertà. A chi, nel centrodestra, gli chiedeva un segnale forte, ha risposto con un atto deciso e inequivocabile: le dimissioni da capogruppo alla Camera di Alleanza popolare-Udeur. «Il gesto - ha fatto sapere in una nota - trova la sua ragione nella volontà di poter esercitare in piena libertà e autonomia di giudizio il diritto di intervento critico sul piano del dibattito politico che si è aperto a Bari sulle prossime amministrative di primavera». Se non è "ribaltone", sicuramente è la prova generale. Lo strappo con l' Udeur si è consumato ieri, al termine di una giornata in cui il nome del parlamentare barese è stato al centro di numerosi colloqui e incontri fra esponenti della Casa delle Libertà. Il più importante si è svolto a Palazzo Grazioli, nel tardo pomeriggio. Protagonisti: il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il capo della segreteria di Forza Italia, Sandro Bondi, e il governatore pugliese, Raffaele Fitto, principale sponsor della candidatura di Pino Pisicchio al Comune di Bari. Il presidente della giunta regionale ha chiesto ed ottenuto il via libera all' operazione. La candidatura del parlamentare ex democristiano, tuttavia, non è ancora ufficiale. Lo diventerà nei prossimi giorni. L' investitura, assicurano in ambienti polisti, arriverà direttamente dai tre leader della Casa delle Libertà, Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Marco Follini, e dallo stesso Raffaele Fitto, che in questo modo potrà rafforzare la propria leadership nella regione. Nel frattempo, ci sarà un passaggio a livello regionale. Con un vertice fra i segretari regionali di Forza Italia, An, Udc, Pri e Nuovi Psi, che ieri hanno incontrato a Roma i responsabili delle segreterie nazionali per definire il quadro delle candidature. Alla riunione hanno partecipato Fabrizio Cicchitto, Guido Viceconte e Salvatore Mazzaracchio, per Forza Italia; Ignazio La Russa, Italo Bocchino e Salvatore Tatarella, per Alleanza nazionale; Mauro Cutrufo, Gianni Mongiello e Antonio Matarrese, per l' Udc; Giovanni Memola, per il Nuovo Psi e Gerolamo Pugliese per il Pri. Dal vertice, nel quale si è parlato di tutte le realtà pugliesi interessate dal voto amministrativo della prossima primavera, è venuta fuori una sola indicazione unitaria: quella di Simone Di Cagno Abbrescia alla Provincia di Bari. Sul nome dell' attuale sindaco di Bari i partiti della coalizione si sono ritrovati tutti d' accordo. I nodi da sciogliere, invece, riguardano tutti gli altri Comuni capoluogo e le Province di Lecce, Brindisi e Taranto. Per il Comune di Bari sono stati fatti due nomi. Forza Italia ha indicato il presidente della Fiera del Levante, Luigi Lobuono. Alleanza nazionale, invece, ha detto di puntare sull' attuale vicesindaco, Salvatore Tatarella. Poi, a sorpresa, Gianni Mongiello, segretario regionale dell' Udc, ha annunciato che anche lo scudocrociato farà nei prossimi giorni una proposta per il Comune di Bari. è chiaro, però, che si tratta di tattica. L' Udc, in realtà, punta alla poltrona di vicesindaco. O, in alternativa, a quella di vicepresidente della Provincia. La conferma, sia pure indiretta, arriva da Antonio Matarrese: «Abbiamo il nostro peso, dobbiamo essere visibili», ha detto telegraficamente al termine della riunione. Nelle prossime ore la partita si sposterà a Bari. Mazzaracchio, Tatarella, Memola e Pugliese (e ci saranno anche i Liberal Sgarbi) si incontreranno per definire le candidature. Quasi sicuramente raggiungeranno l' accordo su tutto, tranne che su Bari città. Per una ragione molto semplice. Dopo le dimissioni di Pino Pisicchio da capogruppo dell' Udeur e il vertice fra Berlusconi, Fitto e Bondi, la candidatura per il capoluogo di regione è diventata un affare per i leader nazionali della coalizione. Per l' investitura ufficiale è ormai questione di giorni. - RAFFAELE LORUSSO