24 giugno 2003 —
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sezione: POLITICA INTERNA
ROMA - Apprezzamento e riconoscimento degli sforzi che il Viminale sta facendo nel contrasto all' immigrazione clandestina. Carlo Azeglio Ciampi si schiera con Giuseppe Pisanu da giorni nel mirino della Lega, che ne chiede le dimissioni. Colloquio a due tra il presidente della Repubblica e il ministro dell' Interno, entrambi a Napoli ieri per la festa dei vigili del fuoco, il capo dello Stato decide un fuori programma per informarsi sulla situazione degli sbarchi. è un' emergenza. Ma è anche il terreno dello scontro politico, che vede spaccata la coalizione di governo, alla vigilia della verifica. L' offensiva della Lega contro Pisanu ha prodotto un "serrate le fila" istituzionale attorno al ministro, che ha avuto l' apprezzamento delle più alte cariche dello Stato. E agli attestati di stima si aggiunge quello del presidente di Confindustria, Antonio D' Amato «per il lavoro eccellente». Umberto Bossi però continua ad attaccare il governo «chiacchierone», incapace di trovare soluzioni sull' immigrazione, le pensioni e la devoluzione. Tutte questioni che ha posto, ieri sera, sul tavolo dell' abituale cena del lunedì con Silvio Berlusconi ad Arcore, accompagnato questa volta da Bobo Maroni e Roberto Castelli, gli altri due ministri leghisti. Una pre-verifica, a cui erano presenti anche il ministro Giulio Tremonti, il sottosegretario Aldo Brancher, e Roberto Calderoli. Ad accendere la tensione nella Casa delle libertà c' è inoltre il dibattito parlamentare sull' immigrazione che potrebbe concludersi con una semplice informativa di Pisanu. è la mediazione trovata dal ministro Giovanardi e che sarà esamnita oggi dalla conferenza dei capigruppo a Montecitorio chiamati a decidere se il passaggio parlamentare ci sarà. L' Ulivo lo ha chiesto (sia alla Camera che al Senato) per chiarire qual è la politica sull' immigrazione del governo, se quella dell' uso della forza invocato dai leghisti contro i clandestini o la linea di Pisanu. Berlusconi per accontentare Bossi ha frenato sul passaggio parlamentare. Dura la critica del centrosinistra. Piero Fassino, il segretario della Quercia, ha rivolto un appello ai presidenti di Camera e Senato perché siano rispettate le prerogative del «Parlamento sovrano». «Il dibattito non lo decide Berlusconi», avverte il leader ds. L' Ulivo insiste, la Cdl si frammenta in diverse posizioni: dal "no" secco del Carroccio, al rinvio auspicato da An («è fuorviante prima della verifica di maggioranza», per Ignazio La Russa), al "sì" dell' Udc. Francesco Rutelli, leader della Margherita, afferma: «è un can can legato a un regolamento di conti». Luciano Violante (Ds): «Si è rotto l' asse Bossi-Tremonti». Getta acqua sul fuoco il ministro degli Esteri Franco Frattini, «non credo che la Lega voglia davvero la crisi», e propone «quote maggiori di ingressi regolari» per premiare i paesi che collaborano nella lotta anti clandestini, e una deroga parziale all' embargo nei confronti della Libia. Sempre in tema di prevenzione, stamani Pisanu incontrerà a Londra il collega David Blunkett. Oggi in pre-consiglio saranno esaminati i decreti attuativi della Bossi-Fini e in consiglio dei ministri giovedì ci sarà la resa dei conti. Con un rebus: la copertura finanziaria e l' atteggiamento di Tremonti.
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GIOVANNA CASADIO