14 maggio 2001 —
pagina 8
sezione: POLITICA INTERNA
ROMA - Code, proteste, malori e polemiche. L' alta affluenza alle urne, un taglio secco di 30mila seggi elettorali rispetto al 1996 e un pacchetto record di schede da siglare, hanno messo in ginocchio la macchina organizzativa costruita attorno al voto. Il "grande ingorgo", durato fino ad orari impensabili a Roma, ha così costretto molti scrutatori ad un superlavoro, gli elettori ad una durissima prova di resistenza e i responsabili del ministero degli Interni, a cercare una difficile via di fuga alle critiche piovute da tutto il paese. In molti casi ci sono volute anche più di due, tre ore per esprimere le preferenze e il Viminale ha dovuto far fronte all' emergenza rinforzando il numero di cabine elettorali a Roma e Napoli su invito dei rispettivi commissari straordinari. Una soluzione tampone che però non è servita ad alleviare i disagi: nella capitale si è votato fino a notte inoltrata (poco prima delle 2 c' erano ancora elettori in attesa di votare), mentre a Milano le ultime schede colorate sono state inserite da elettori praticamente sfiniti, anche oltre la mezzanotte. Caos e proteste negli 884 seggi di Napoli: in alcune sezioni si è votato fino all' 1,30 e la polizia è intervenuta per placare la rabbia di chi ha atteso fino a tre ore per votare. Altri esempi: a Milano poco prima della chiusura ufficiale delle operazioni di voto, si è verificato un afflusso record e nella periferia della città, attorno alle 21.45, la coda di elettori in attesa in una scuola era lunga circa 120 metri, con un "serpentone" di gente in attesa che si snodava tra corridoio interno e il cortile esterno. A Roma invece ha trionfato il "fai da te" dei responsabili dei seggi e delle forze dell' ordine: nel popolare quartiere centrale di Testaccio, gli elettori hanno atteso il proprio turno con il classico "numeretto" in mano mentre in altri seggi, per accorciare le code, i presidenti hanno pensato di separare le file: una per gli uomini, l' altra per le donne. Una soluzione che ha suscitato delle vibrate proteste: in questo modo infatti sono stati molti gli elettori che si sono visti scavalcati da chi era arrivato dopo. Nella lunga notte del voto va purtroppo registrata anche la morte per malore di un elettore di 88 anni all' interno di una sezione di Grosseto. Ma se la giornata di voto degli elettori è trascorsa faticosamente, non meno difficile si è rivelata quella di alcuni protagonisti dell' election day: sono rimasti intrappolati in fila per circa mezz' ora - a Roma e Milano - sia Francesco Rutelli (e famiglia) che Silvio Berlusconi. Mezz' ora di coda nel traffico elettorale per il sindaco di Milano Gabriele Albertini, mentre hanno scontato un ritardo di un' ora entrambi gli sfidanti per la poltrona di sindaco della capitale, Antonio Tajani e Walter Veltroni. Anche i candidati di Napoli, Rosa Russo Iervolino per l' Ulivo e Antonio Martusciello per il Polo hanno atteso circa un' ora prima di votare. Stessa "sorte" per il presidente della Regione Antonio Bassolino e per il ministro delle Politiche agricole Alfonso Pecoraro Scanio, che ha atteso due ore prima di depositare le schede. I conti ancora ufficiosi relativi all' affluenza alle urne hanno evidenziato fin dalle prime ore della giornata elettorale, una forte partecipazione al voto: al primo "giro" di boa di mezzogiorno, gli elettori che avevano completato le operazioni di voto (per la Camera dei Deputati) erano pari al 21,5% contro il 16,7 delle precedenti elezioni. Alle 19 le medie avevano toccato, rispettivamente punte del 59% contro il 48,9%; alle 21,30 - l' ultimo dato ufficiale prima della bagarre finale, che ha visto le ultime code di votanti in fila fino a mezzanotte - avevano espresso le proprie preferenze il 75,2% degli aventi diritto contro l' 82,9% di cinque anni fa. La media finale, secondo il Viminale supererà la soglia dell' 80%. Tra le città oltre la soglia del 90% di affluenza troviamo Padova, Cremona, Bologna, Siena, Rovigo, Reggio Emilia, Lodi, Lecco, Modena e Brescia. Il ministero degli Interni ha comunque indicato proprio nel taglio di seggi disponibili (dovuto alla legge Finanziaria del 1997 che ha permesso circa 400 miliardi di risparmio) uno dei motivi dei ritardi nello smaltimento delle file: ieri erano 60.373 le sezioni elettorali dove gli italiani hanno votato dalle 6,30 alle 22 mentre in occasione delle scorse elezioni politiche i seggi a disposizione erano invece 91.457. Molti poi gli italiani che hanno dovuto fare i conti con un ventaglio di cinque schede su cui apporre la propria scelta. E per questo, fin dalle prime ore della mattina, soprattutto nelle grandi città, si sono formate lunghe code ai seggi e molti cittadini, stanchi di aspettare, si sono allontanati senza votare, in alcuni casi hanno addirittura chiamato le forze dell' ordine, mentre si sono verificati anche dei malori soprattutto tra gli elettori più anziani.
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LUCIO CILLIS